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Robintur: “L’Italia ha bisogno di operatori più internazionali”

11/04/2019 14:29
Il settore del tour operating mostra oggi una maggiore solidità rispetto al passato che può indurre a pensare a un ritorno d’interesse del fronte estero

Cosa deve esserci dietro la vetrina dell’adv perché funzioni? “Persone qualificate, sostenibilità economica, altissima qualità, invece il settore a volte mostra realtà artigianali e poco strutturate”, osserva Stefano Dall’Ara, presidente di Robintur Travel Group. A suo dire lavorare nel turismo “non è facile proprio perché bisogna essere qualificati e strutturati”, a tutto ciò si unisce “un problema ulteriore legato alla frammentazione del settore e la gestione richiede solitamente un forte investimento economico”, aggiunge il direttore generale, Claudio Passuti. È un dato di fatto che le adv debbano essere dotate “di proprie garanzie, per questo lottiamo perché tutto il settore sia allineato”, afferma il manager.

Lo scenario attuale del tour operating cosa mostra? Secondo Passuti “il mercato del tour operating italiano si è normalizzato negli ultimi anni, rispetto al passato in cui si aveva un’offerta condizionata da operatori che non erano in grado di reggere l’industria con casi di default (noti). Oggi - aggiunge Passuti - la situazione mi sembra più sana. Prova ne è che gli operatori internazionali stanno riguardando all’Italia con maggiore interesse”, pensiamo anche che “lo sviluppo di una destinazione richiede investimenti ingenti”.
Dal canto suo Passuti lo afferma con chiarezza: “Sono favorevole a un mercato più internazionale”. Il manager ricorda i tempi in cui operatori quali Dertour, Hotelplan, Kuoni sono stati “importanti in Italia fino al 2000, poi c’è stato l’allontanamento, oggi lo scenario sembra più solido, semmai ci sono carenze di t.o. piccoli e medi. Anche l’Italia ha bisogno di operatori più internazionali, auspico che le carte si mescolino”. Sicuramente il nostro mercato sta vivendo un momento “più favorevole rispetto a dieci anni fa”, il ritorno di brand storici può essere letto anche in questo modo, segno che c’è chi vuole investire, il che comporta avere più prodotto sul mercato.

Intanto in casa Robintur Travel Group i numeri portano soddisfazione, il 2018 si è chiuso con un volume d’affari diretto di 265 milioni di euro (in crescita di 15 mln sul 2017) e compreso il ramo bt della controllata BtExpert, e di oltre 500 milioni di volume d’affari indiretto con la rete integrata. Nel 2018 Robintur Travel Group ha generato una redditività di oltre 1 milione di euro, superiore agli obiettivi. Ad oggi il gruppo conta 7 Viaggi Coop, 100 agenzie di proprietà e circa 200 in affiliazione. Si lavora sul fronte della crescita agenziale attraverso operazioni di acquisizione di punti vendita importanti, “secondo il nostro piano di geo-marketing”, con un ampliamento della rete soprattutto nel Nord Italia. s.v.


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