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Uvet Travel Index: perdura la fase di stagnazione

24/04/2019 16:56
Tra le cause lo stato di incertezza nazionale e internazionale secondo quanto rileva il modello econometrico sviluppato dai dati storici sui viaggi d’affari raccolti da gennaio 2013 a marzo 2019

Italia a crescita zero nel primo trimestre 2019. Le cause? Sono da ricercare nell’incertezza nazionale e internazionale. L’Uvet Travel Index, il modello econometrico sviluppato a partire dai dati storici sui viaggi d’affari raccolti da gennaio 2013 a marzo 2019, ha rilevato per il primo trimestre del 2019, il perdurare della fase di stagnazione dell’economia italiana: la crescita del Pil si attesta ferma a zero rispetto al quarto trimestre 2018. Le cause riguardano l’incertezza a livello nazionale e internazionale. L’analisi precede anche i dati dell’Istat.
L’indice contiene un database di 3,5 milioni di informazioni censite che riguardano i clienti di Uvet Gbt, pari a oltre il 20% del mercato. Da qui si è verificato che il trend dei viaggi d’affari rispecchia al 92% l’andamento del Prodotto Interno Lordo del Paese. L’Uvet Travel Index fornisce indicazioni in tempo reale sul ciclo economico e in rispetto ai dati ufficiali dell’Istat. 

Con un margine d’errore di 0,15 punti percentuali, l’Uvet Travel Index gode di una precisione storicamente elevata nella rilevazione dell’andamento del Prodotto Interno Lordo italiano: Pil reale e Pil stimato dall’Uvet Travel Index (numero indice: 2013Q2 = 100), 2013Q2 – 2019Q1.
L’attuale contesto macroeconomico caratterizzato da una crescente incertezza, però, ha reso necessario l’aggiornamento del modello di analisi con alcune innovazioni metodologiche che hanno reso l’Uvet Travel Index ancora più accurato. Una di queste novità riguarda anche il metodo di deflazionamento dei dati Uvet: l’utilizzo dell’indice specifico del settore trasporti è stato sostituito dall’uso dell’indice dei prezzi al consumo armonizzato così da rendere lo strumento più adeguato allo scopo che si propone.

L’andamento negativo della crescita italiana negli ultimi due trimestri del 2018 ha portato a rivedere al ribasso i dati sul Pil del 2018 e del 2019. A innescare questa tendenza sono stati il rallentamento delle esportazioni, la frenata negli investimenti e la fine del ciclo espansivo del settore automotive. L’export, in particolare, influenza negativamente la bilancia commerciale.
Anche se è da ricordare come la bilancia commerciale rappresenta solo il 2% del Pil nazionale, che è costituito, invece, per il 60% dai consumi interni e per il 18% dagli investimenti. Il rallentamento di queste due voci, causate dall’incertezza politica, ha determinato la cristallizzazione della crescita italiana.
A livello internazionale l’incertezza è dovuta all’evoluzione del commercio mondiale e alle politiche del presidente americano Donald Trump; a livello europeo i dubbi riguardano l’assetto istituzionale che seguirà le elezioni di fine maggio.
E a livello nazionale permane l’incertezza sulla politica infrastrutturale ed economica del Paese. Per il 2019 le stime di crescita mondiale sono state riviste al ribasso da quasi tutti gli enti sovranazionali, anche se per l’Italia il rallentamento è più forte rispetto agli altri Paesi europei. Negli ultimi due trimestri del 2018 il tasso di crescita si è attestato su valori negativi, pari al -0,1 per il terzo trimestre e al -0,2 per il quarto. Per questo motivo l’Italia è l’unico Paese dell’Eurozona in uno stato di recessione.  
 


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