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Cancellazioni, un problema crescente nel settore hotel

02/05/2019 14:53
Il fenomeno è destinato a crescere in futuro

Il panorama della distribuzione alberghiera è spesso comunicato come un duopolio Booking/Expedia ma, se è vero che le due Ota mantengono una parte considerevole di quota di mercato, ci sono in realtà anche altri canali che possono essere sfruttati con successo, almeno a quanto si apprende dal recente studio su 200 diversi distributori e 680 hotel in Europa pubblicato da D-Edge, che prende in analisi il quinquennio 2014-2018.

Da sottolineare, tra i temi rilevati dall’analisi, l’incremento del fenomeno delle cancellazioni. Ogni singolo canale ha registrato un marcato aumento di questo tasso anno su anno.

Con una media globale di quasi il 40%, questo trend ha un impatto estremamente negativo sul profitto e sull’accuratezza del forecasting Anche il sito web ufficiale, pur mantenendo il tasso di cancellazione  più basso tra tutti i canali, è aumentato di 2,8 punti percentuali in soli 5 anni.

I viaggiatori si sono abituati alle politiche di cancellazione gratuite di Booking.com o a app come Tingo e Service, progettate per cancellare e riprenotare le camere d'albergo ad ogni diminuzione di prezzo.

Questo comportamento dei viaggiatori rende difficile ottimizzare il proprio inventory, con conseguente occupazione non ottimizzata e perdita di revenue. I dati di D-Edge mostrano, inoltre, che prenotazioni con finestre di prenotazione più lunghe hanno una percentuale di cancellazione sensibilimente più alta. Questa indicazione potrebbe aiutare i revenue manager a prevedere quale tipo di prenotazione (e quando) avrà maggiori probabilità di essere cancellata.

Il servizio integrale in uscita sul prossimo numero del settimanale Guida Viaggi.


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