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Voli Europa-Usa, le low cost in crisi rallentano la crescita

21/05/2019 10:00
Nel 2019 scende al +3% il numero di posti volo in più tra le due sponde dell'Atlantico. I motivi? I fallimenti di Wow e Primera e il minor slancio di Norwegian Air rispetto agli scorsi anni

Rallenta la crescita dei voli transatlantici tra Europa e Stati Uniti. A spiegarlo è un’analisi di Anker report, che ha rilevato come le compagnie aeree abbiano in programma di offrire il 3% in più di posti volo tra le due sponde dell’oceano rispetto al 2018. Il dato, comunque con il segno più, è però in calo se confrontato con il tasso minimo annuo del +5,2% fatto registrare negli ultimi cinque anni, con il picco nel 2016 (+6,9%) e il +6,4% dell'anno scorso.

L'inizio della crescita era coincisa con l’inizio delle attività transatlantica di Norwegian Air.
Anker report individua il fattore più importante del rallentamento di quest'anno nella scomparsa, a marzo scorso, del vettore islandese Wow Air, che la scorsa estate operava 13 rotte sugli Usa. Altro elemento "gemello" è stato il venir meno di Primera Air, precedentemente forte di 6 rotte.

Norwegian, per parte sua, prevede di aumentare i suoi posti volo transatlantici del +7% questa estate: molto meno rispetto al +91% del 2018 e al +70% del 2017.

Ad oggi lo scenario transatlantico vede primeggiare Delta, United e American, che quest'anno contano rispettivamente 69, 62 e 58 tratte Usa-Europa. A crescere più velocemente è invece Tap, che prevede un +45% di posti volo nel 2019, con il passaggio da 5 a 8 tratte con l’innesto dei collegamenti tra Lisbona e Chicago, San Francisco e Washington.
 


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