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Centinaio: “Non ho buttato il lavoro di chi mi ha preceduto”

13/06/2019 08:38
Attuazione del Piano Strategico: tax credit, voucher, legalità, formazione si concretizzano. Quanto alla frenata delle Regioni sulla classificazione alberghiera: “Ognuno si assuma le sue responsabilità”

“In questo momento il privato è l’ossatura del sistema Italia e dobbiamo accompagnarlo nel miglior modo possibile”. Il ministro del turismo Gian Marco Centinaio è chiaro, a margine del convegno di Unioncamere: lui è dalla parte delle imprese. Coglie l’occasione per annunciare una sorta di “stati generali” del turismo a settembre, in cui incontrerà tutte le associazioni di categoria per stabilire, le priorità soprattutto legislative. A questo tavolo tutti: agenzie di viaggi, tour operator outgoing e incoming, albergatori, guide turistiche, balneari.

Asserisce di aver raggiunto una proficua collaborazione con le regioni, ma quando facciamo osservare al ministro che lo scorso 4 giugno, nella loro ultima audizione, le regioni hanno tirato il freno sulla possibilità di classificazione alberghiera unitaria, Centinaio ci dice: “Non mi interessa fare una guerra con le regioni, quindi ognuno per le proprie competenze agisca, però siamo l’Italia, piaccia o non piaccia; non posso pensare che un turista che va in Emilia trovi un hotel 4 stelle con certe caratteristiche e poi spostandosi nel Lazio e non trovi le stesse caratteristiche. Io non voglio invadere il campo delle regioni. Voglio, al contrario, fare da collante; poi, se questo non va bene, ognuno si assumerà le responsabilità dei propri comportamenti”.

Alla platea dichiara il suo impegno accanto alle aziende. In primo luogo la formazione, coadiuvata dal ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti: “Abbiamo aperto la task force sull’istruzione affinché chi esce dagli Istituti del turismo possa intraprendere degli studi manageriali approfonditi senza dover andare all’estero e poi, naturalmente, rimanerci a lavorare arricchendo altri paesi”, afferma il ministro. Si sofferma sulla legge delega sul turismo, apprezzata dal settore, e ora al voto alla Camera. “Ho chiesto al Parlamento di guardare agli emendamenti e non a chi li presenta”.

Nel discorso odierno il ministro è stato molto aperto, senza rinnegare l’operato dei suoi predecessori di cui si è avvalso per molti dei passi avanti fatti durante quest’anno di governo. Ammette la “sconfitta” nel non essere riuscito a rifinanziare il tax credit, oltre quest’anno, per mancanza di fondi. “L’idea dei miei predecessori era vincente, e quando riusciremo a reinvestire il 50% delle tasse dalla nostra lotta all’abusivismo le prime entrate saranno destinate al tax credit”.

Lo snellimento e la forza della nuova Enit è nelle corde della politica di Centinaio, spesso frenata dalla burocrazia: “Mi dicevano: ma chi vuoi mettere nel c.d.a. dell’Enit? Persone che si occupano di turismo? E io rispondevo: e chi sennò, l’idraulico?”.

Intanto Giorgio Palmucci, presidente Enit, dal palco, conferma che la pianificazione del prossimo triennio è pronta e sarà presentata al Governo la prossima settimana, in linea con gli obiettivi del Piano Strategico. Infatti, un’altra ammissione di larghe vedute di Centinaio è stata sul rilancio del Piano Strategico del Governo precedente. “Non tutto quello che è stato fatto prima di noi è da buttare via - ha detto il ministro - c’è un piano strategico del turismo e va attuato; lavoriamo in quella direzione, diamo a questo Piano la possibilità di non essere solo un bel libro”. Dal Piano siglato dal dicastero renziano, Centinaio estrapola alcune tematiche importanti: il turismo accessibile (già nella legge delega), il ripristino dei Cammini, il rilancio del territorio minore. A questo si aggiunge la promozione sul turismo di ritorno, una scelta di promozione orientata al turismo altospendente con attenzione su taluni mercati “Voglio che si concretizzi il protocollo d’intesa fatto con la Russia e le cose che ci siamo detti diventino un atto concreto”. Ricorda l’accordo siglato in Cina per il 2020, “lavoriamo per diventare chinese friendly”, e ammette un interesse importante verso i mercati arabo, indiano, statunitense, ma anche per il consolidamento dell’incoming dal Giappone.

Infine vorrebbe ripristinare i voucher: “Servono per i nostri giovani e per chi non vuole lavorare nell’illegalità”. l.s.
 


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