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Fto in Apjc? "Forse han paura ad averci al tavolo"

03/07/2019 08:38
La federazione rappresenta il 35% delle adv, 3mila su un totale di 8.500, il 40% di occupazione, oltre il 40% del volume di affari e il 25% del Bsp Italia rivela Gabriele Milani

"Ne abbiamo fatta di strada assieme”. Luca Patanè, presidente di Fto, apre così l’assemblea nazionale della federazione, che si è svolta ieri nella location del Teatro alla Scala a Milano, forte di un anno dove Fto è cresciuta molto, in termini di visibilità, “abbiamo quasi raddoppiato il numero di soci nazionali, siamo cresciuti in termini di numeri e di rappresentanza di filiera”, ha sottolineato il direttore nazionale, Gabriele Milani, il che vuol dire non solo network, ma anche bt e soprattutto i tour operator. Un fronte su cui Fto dichiara di essere cresciuta molto. E questo darà l’indirizzo delle prossime mosse, “vuol dire che dovremo creare servizi che magari un anno fa non avevamo, visto che gli operatori hanno esigenze specifiche - riconosce Milani -. Il che vuol dire mettere sul tavolo le competenze di ciascuno, avere una visione equilibrata. Rappresentiamo il 35% delle adv, 3mila su un totale di 8.500, il 40% di occupazione e oltre il 40% del volume di affari, pari a 14 mld". Non solo c'è un altro dato che Milani comunica, "rappresentiamo il 25% del Bsp Italia. Per questo mi stupisco quando Fto non siede in determinati tavoli, forse perché si ha paura ad averci”, ha affermato.

Da qui l’aggancio alla richiesta che Fto ha avanzato di sedere al tavolo di Apjc Italia e che non ha ancora ottenuto, pur essendo passato oltre un anno dalla prima richiesta, “per condividere le novità che stanno arrivando, perché vogliamo sapere dal nostro interlocutore in Italia quali sono i cambiamenti e non anticipare noi la comunicazione che il NewGens Iss, la nuova piattaforma Bsp, che stava per entrare nel mercato in Italia il 1° agosto, slitta il 1° ottobre, perchè queste cose devono essere condivise con il nostro mercato", ha rimarcato Milani.

Dalla platea arriva una domanda molto precisa per capire chi stia facendo ostracismo in merito e Patanè non esita a rispondere in modo chiaro, affermando che è "di Fiavet". A detta del presidente sul tema Apjc la soluzione è: "O togliere a loro la rappresentanza, o averla in comune, questa è la battaglia che Fto sta facendo con Confcommercio e con Fiavet da molto tempo per evitare di avere due associazioni del turismo che non si parlano". O meglio per non avere due fronti contrapposti tra chi è più conservatore e chi, invece, è innovatore. "Noi oggi siamo qua per cambiare le regole  - afferma Patané - e queste sono le regole che noi vorremmo avere condivise da tutti per rappresentare un settore. Dobbiamo avere una guida forte, una sola associazione, che deve cambiare nel tempo e nel modo di porsi nei confronti del potere, delle lobby, dei ministeri. Questo è il nostro obiettivo, anche attraverso il contratto di lavoro. E il fatto di Apjc è perchè loro non vogliono mollare uno dei rappresentanti, pur facendo noi l'80% della biglietteria aerea". 

Associazionismo unico, contratto di lavoro, dialogo e confronto con il ministero del Turismo, svolta nella formazione, nuove leve, nuove opportunità come Milano-Cortina 2026, contatti con il pubblico, innovazione e un progetto incoming al decollo, sono alcuni dei temi che sono stati toccati durante l'assemblea della federazione, in cui è stato fatto il punto su ciò che è stato affrontato nel 2018 e quelle che saranno le prossime sfide del 2019. s.v.

 


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