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Micciulli, Ihc: “Sardegna, senza voli Mice a rischio”

12/07/2019 12:30
Il commento dell'a.d. della società di gestione del Chia Laguna, che parla di carenza di collegamenti e costi elevati. Le aziende snobbano l'isola e scelgono mete alternative

“Il problema della mancanza di voli sulla Sardegna si è fatto sentire quest’anno”. A parlare a questa agenzia di stampa è Roberto Micciulli, amministratore delegato di Italian Hospitality Collection (Ihc), la società di gestione che fa capo a Castello Sgr (attualmente in fase di definizione di accordo per la vendita di 15 hotel di proprietà al fondo americano Oaktree, ndr).

“Il nostro Chia Laguna è penalizzato dalla carenza di voli di Alitalia e dal fatto che quei pochi collegamenti che ci sono hanno prezzi elevati – commenta il manager -. Abbiamo dei clienti che chiamano per dire che è troppo costoso pagare 350 euro a testa per un biglietto aereo. E oltre all’assenza di voli gli orari sono impossibili. Un bel danno per noi che da due anni vinciamo il premio come miglior resort per famiglie”.

Un’attività faticosa quella delle vendite quest’anno, perché ci sono stati diversi fattori negativi:  “Ad aprile e maggio non ci sono stati voli, poi abbiamo avuto brutto tempo, a questo si aggiunge il fenomeno Brexit che ci ha tolto una bella fetta di clientela inglese. Abbiamo perso grossi eventi nella bassa stagione – sottolinea Micciulli -. Stiamo parlando di 20mila camere destinate alle aziende. Un problema che non tocca solo il Chia Laguna ma tutti i maggiori player della Sardegna”.

“La Regione Sardegna avrebbe dovuto fare di più – dichiara l’a.d. – e a questo punto è fondamentale un tavolo di confronto con le istituzioni”.

Il discorso delle vendite individuali è fortunatamente diverso: “Siamo in linea con l’anno scorso, anche a dispetto del maltempo dei mesi precedenti. Si assiste ad un risveglio del mercato italiano e, a livello di individuali, stimiamo di poter chiudere la stagione sarda con un lieve aumento. A penalizzarci resta comunque la parte Mice, con un 50% di volumi persi”. Il fatto di perdere clientela che preferisce a questo punto andare all’estero, “non si riflette soltanto su una perdita in termini turistici ma anche a livello occupazionale”, aggiunge il manager.

Diversa la questione in Toscana, che “sta registrando un trend in linea con le previsioni e mantiene costante il livello di occupazione”. Prosegue il fenomeno dell’internazionalizzazione delle presenze un po’ in tutte le destinazioni del brand Ihc, anche se con la Brexit sono stati persi dei numeri tra  aprile e maggio.

A livello societario, la trattativa per gli alberghi della capogruppo, che a breve passeranno nelle mani del fondo Oaktree, vede in parallelo un accordo in dirittura finale per l’acquisizione della stessa società di gestione (Ihc). “E’ un ottimo riconoscimento – ammette Micciulli - e ci apre prospettive interessanti”.

Intanto a  fine mese verrà sostituito il general manager del Chia, con l’ingresso di un professionista giovane, Francesco Ascani, che  arriva dal Meliá di Roma.

Per quanto riguarda il mix di vendite, la Sardegna  registra un 42% di vendita diretta e attraverso il proprio sito, un 40% di vendita via tour operator e il resto attraverso le adv. La Toscana ha una fetta maggiore di clientela diretta, seguita da web, t.o. e agenzie, mentre a Courmayeur è in leggero aumento la quota di vendita intermediata attraverso adv e tour operator. l.d.


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