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Alitalia, i sindacati: "Basta ipotesi". Dubbi sul piano industriale

12/07/2019 14:33
Uiltrasporti e Fit-Cisl sono critici sulle possibilità emerse nelle ultime ore e ribadiscono il no a eventuali riduzioni della flotta di lungo raggio, esuberi o tagli salariali

Sono i giorni dell’incertezza e del rincorrersi delle ipotesi, sul completamento della compagine della nuova Alitalia. E i sindacati del settore trasporti non mancano di rimarcarlo. “Siamo fermi agli impegni assunti dal ministro Di Maio negli incontri svolti finora – rimarca Salvatore Pellecchia, segretario generale Fit-Cisl -. Le ipotesi che stanno circolando sui media, per quanto ci riguarda, lasciano il tempo che trovano. Abbiamo sempre chiesto che le Fs non fossero lasciate sole in questa impresa e siamo rimasti agli affidamenti del Ministro, il quale ha ripetutamente garantito che la compagnia sarà rilanciata e non salvata, che saranno salvaguardati i livelli occupazionali e il reddito di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori interessati e che sarà redatto un piano industriale espansivo”.

Quanto al piano industriale, Pellecchia ricorda che “da mesi sollecitiamo l’apertura della discussione sul tema, così come da mesi abbiamo lanciato l’allarme sul tempo che passa, che non è un fattore neutro. Lo stesso Di Maio all’ultimo incontro ha sottolineato che la cassa della compagnia è scesa a 434 milioni, che per noi e' un livello critico. Pertanto, attendiamo una convocazione da parte del Ministro per il 16 luglio, cioè la data successiva alla scadenza per le manifestazioni di interesse”.

Decisa anche la presa di posizione di Uiltrasporti: “Le indiscrezioni di stampa sulle ipotesi di piano industriale della nuova Alitalia ci suscitano forti perplessità e anche delusione - osservano Claudio Tarlazzi e Ivan Viglietti, rispettivamente segretari generale e nazionale -. Se fossero confermate le anticipazioni di stampa su riduzione della flotta di lungo raggio, esuberi e tagli salariali, saranno per noi inaccettabili ed in netta contrapposizione sia con quanto richiesto dalla nostra Organizzazione Sindacale e sia con gli impegni assunti dal Governo e dal Ministro Di Maio, in direzione di un vero rilancio della Compagnia di bandiera e non di un mero salvataggio.

I due sindacalisti spiegano che "ipotesi di ricette fallimentari già viste, di ridimensionamenti, esuberi e tagli salariali, avrebbero il solo inevitabile risultato di portare, nell’arco di poche stagioni, ad una nuova crisi di Alitalia e del settore del trasporto aereo nazionale. Questo i lavoratori ed il Paese non lo meritano né possono più permetterselo". Da qui la ricetta: “Per un serio e definitivo sviluppo di Alitalia sono indispensabili maggiori investimenti nella flotta, in primis di lungo raggio; un miglior posizionamento nell’alleanza internazionale, soprattutto nel mercato Usa; una riforma del trasporto aereo italiano, che cancelli le inaccettabili asimmetrie competitive con i vettori low cost ed il dumping contrattuale".


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