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Il pacchetto incoming fa guadagnare l'estero

16/09/2019 08:54
La maggior parte è confezionata all’estero e quanto ricade sull'economia italiana è del 30-35%, afferma il presidente di Fiavet Emilia Romagna e Marche. Se è il t.o. italiano a confezionarlo ha un’incidenza dell’80%

Ci si è mai soffermati a riflettere sul peso che ha il pacchetto turistico sul Pil? A portare l'attenzione sul tema è Massimo Caravita, presidente di Fiavet Emilia Romagna e Marche, realtà con oltre 200 aziende associate.

Il tutto prende le mosse da una considerazione sul settore delle adv, in particolare in Emilia Romagna e Marche. “Non si registrano particolari chiusure, ora ci sono tante aperture qualificate, hanno idee, sviluppano nicchie ed attività specifiche - osserva il manager -, il vero problema anche per noi è il dialogo con le istituzioni”, dichiara a Guida Viaggi. E’ questo il punto che sta particolarmente a cuore al presidente.

Il nodo sta tutto nel fatto che, “se da una parte le istituzioni riconoscono il sistema agenziale estero, dall’altra non riconoscono il comparto in Italia, lo ignorano e lo considerano inefficiente”. Un atteggiamento che il manager reputa impensabile, anche perché “non si sta facendo bene all’economia”. Basti dire che “la maggior parte del pacchetto viene confezionato all’estero e solo una piccola parte ricade sul Pil italiano, il 30-35% - afferma Caravita -. Se, invece, il t.o. italiano fa il pacchetto incoming+volo arriva fino ad un’incidenza dell’80%”.

E’ facile comprendere che se un t.o, per esempio russo, “confeziona il charter ed il pacchetto la marginalità per l’adv russa e l'operatore è del 60-70%”. Un tema che merita sicuramente ulteriori riflessioni e ragionamenti.
Per un approfondimento dell'argomento rimandiamo all'intervista pubblicata sul numero 1576 di Guida Viaggi in distribuzione oggi. s.v.

                  


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