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Turbolenze in vista per la cordata Alitalia

04/10/2019 11:07
Ieri si è svolto il vertice a Palazzo Chigi sul dossier, il tema centrale sembra siano state le perplessità espresse da Atlantia al ministro Patuanelli, in merito al piano industriale della compagnia

Turbolenzie in vista per Alitalia. A quanto sembra la partita si riapre, ma andiamo per gradi per capire cosa sta accadendo. Ieri si è svolto il vertice a Palazzo Chigi sul dossier, erano presenti il premier Giuseppe Conte, il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. 

Sulla base di indiscrezioni stampa, sembra che il tema centrale siano state le perplessità espresse da Atlantia al ministro Patuanelli, in merito al piano industriale della compagnia, di cui si è data notizia ieri su questa agenzia di stampa e le modifiche che sono state richieste per poter proseguire nell'operazione.
Ieri è stata comunque giornata di incontri, di mattina si sono incontrati i commissari con i vertici dei partner, ossia come si legge su fonti di stampa, il direttore generale di Atlantia, Giancarlo Guenzi e l'amministratore delegato di Fs, Gianfranco Battisti.

Come si sa la cordata Atlantia, Fs, Delta e Mef sembrava cosa fatta, ma le frizioni che si stanno creando tra i futuri azionisti, fa presente Ansa, stanno portando a dei rimescolamenti. Tutto è partito da Atlantia con la lettera inviata al ministero dello Sviluppo economico in cui ha reso note le sue perplessità in merito al piano di rilancio della compagnia. La società ha anche ventilato un possibile ritiro dalla cordata nel caso in cui il governo non intervenga per riequilibrare un po' i ruoli e il tema sempre aperto è quello di Delta. 

Non è mancata la reazione del governo, che ieri sera avrebbe comunicato una "irritazione comune nell'esecutivo" dopo il vertice di Palazzo Chigi. Nel pomeriggio i commissari di Alitalia si sono incontrati con i vertici di Fs e di Atlantia per fare il punto. 

Il nodo da sciogliere non è solo la parte americana, c'è anche il tema della revisione delle concessioni autostradali su cui il governo non ha preso ancora una posizione chiara. Ciò che è stato messo nero su bianco nella lettera a firma del presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai e del direttore generale, Giancarlo Guenzi, è molto chiaro:  "Il permanere di una situazione di incertezza in merito ad Autostrade per l'Italia o ancor più l'avvio di un provvedimento di caducazione (revoca della concessione, ndr), non ci consentirebbero, per senso di responsabilità riconducibile sia alle risorse finanziarie necessarie che alla tutela degli interessi dei nostri circa 40mila azionisti italiani ed esteri, dei circa 31mila dipendenti del gruppo e di tutti gli stakeholders, di impegnarsi in un'operazione onerosa di complessa gestione ed elevato rischio", come si legge su Repubblica. Da qui la reazione del governo: "Non sottostiamo ai ricatti di nessuno", ha detto il viceministro dello Sviluppo economico, Stefano Buffagni.

Intanto, la prossima settimana i soci Usa e italiani si incontreranno in un vertice.


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