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Ndc e la “tempesta perfetta”

09/10/2019 08:38
La managing director Italia, Francesca Benati, parla di un mercato non pronto per il protocollo: “Ora il mercato ha un contenuto frammentato e l’accesso alle tariffe è diversificato”

"Siamo nel mezzo di una tempesta perfetta, coloro che sopravviveranno tra 3-5 anni si troveranno un’industry diversa”. Così ha esordito Francesca Benati, senior vice president online travel companies Wemea e managing director Italia di Amadeus. Con il protocollo Ndc il mercato dovrebbe essere pronto a decollare, invece “non è pronto – ha riconosciuto la manager -. C’è sempre più contenuto ma il consumatore lo vuole semplice e personalizzato”.

Il consumatore è sempre più connesso a piattaforme digitali social, che stanno cambiando il modo in cui si acquista, “ma il cliente ha bisogno di rassicurazioni e i capisaldi restano le agenzie. Per navigare, però, bisogna avere una bussola e ora qualcosa è cambiato”. Se prima tutti avevano accesso a contenuti agli stessi prezzi, “ora ci troviamo in un mercato con un contenuto frammentato, mentre ci sarebbe bisogno di contenuto aggregato - ha spiegato la manager -. Di fatto ora non è più aggregato in modo univoco ed è stato diversificato l’accesso alle tariffe”. Cosa sta succedendo? Le Ota vengono demonizzate e tutti gli altri penalizzati, qui entra in gioco il problema del consolidamento.

“In questo momento - ha dichiarato Benati - chi ha economie di scala (in pratica chi gestisce infrastrutture e tecnologia) sopravvive più a lungo e si assiste al fenomeno di un forte consolidamento in modo trasversale”. In questa fase c’è una concorrenza “sempre più disperata. Anche per i Gds – ha ammesso la senior vice president - il mercato è da Far West, in attesa che la tecnologia cambi le cose”. Intanto cambiano i principi cardine del mercato, mentre la frammentazione del contenuto e la delivery di servizio personalizzato pongono l’accento sulla tecnologia, che deve essere parte integrante del sistema di un’azienda e richiede infrastrutture e risorse. Un fenomeno che viene amplificato dalla “technology disruption”. In questo si inserisce Ndc, “se ne parla tanto – ha commentato Benati -. Al momento stiamo creando l’infrastruttura per Ndc, poi arriveranno contenuti entusiasmanti, ma il protocollo Iata è in realtà il primo passo verso il concetto di One Order, ideato da Iata per semplificare la gestione del biglietto e semplificare la documentazione”. Ad oggi le Api aggregano contenuto già disponible nei Gds, ma si stanno ponendo le basi per una infrastruttura su cui l’innovazione troverà terreno fertile.

Difficile prevedere ad oggi le meraviglie di contenuti che saranno rese disponibili, ma Ndc potrà rivoluzionare il mondo dei viaggi. Attualmente 21 compagnie aeree hanno sottoscritto il contratto Iata e sono il 4% del transato mondiale, ma il progetto è in ritardo e l’obiettivo per l’adozione Ndc si è spostato in avanti.

“Ora si può prenotare e acquistare il biglietto semplice con Ndc – ha aggiunto - ma siamo in sperimentazione come ancillary e servicing (cambio biglietto, schedule change), le Api sono molto diverse per le singole compagnie e se non vengono standardizzate sarà difficile che le agenzie accettino i flussi. Si deve raggiungere una maggiore standardizzazione”. Altro aspetto fondamentale sono le performance (che riguardano errori manuali, bookability, finability) e “non ci siamo ancora”. Il 2020 sarà l’anno in cui avverrà l’industrializzazione della parte di servicing. Si stanno cercando dei livelli di certificazione aggiuntivi. Per Amadeus, intanto, la novità è rappresentata dal fatto di essere stati certificati per il livello 4. l.d.


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