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Vacanza di lusso: si alza l'asticella

15/10/2019 11:46
Per il settore è prevista nei prossimi anni una crescita del 7%. Quattro player si confrontano sul tema, raccontando il loro pensiero

Si alzano le asticelle per definire una vacanza di lusso. Se fino a qualche tempo fa 11mila euro per una settimana era considerato l'importo giusto per un soggiorno di lusso, oggi, chi ha a disposizione questa cifra, fa solo una vacanza Premium. Tutt'al più il fruitore di questo tipo di vacanza è considerato un big spender. Se ne è parlato in una recente tavola rotonda, dove i partecipanti hanno espresso il loro pensiero e raccontato le proprie esperienze.

A partire da Ezio Birondi, ceo di Settemari, che ha rimarcato che lusso significa per un operatore entrare nei gusti del cliente, anche sorpassando la privacy. “Mai applicare penalità, prevenire i suoi desideri e soprattutto creare un rapporto personale, che se ben impostato durerà a lungo. Non si tratta tanto di vendere prodotti costosi, ma venire incontro ai desiderata del cliente, che normalmente non chiede quale sarà il costo finale della vacanza”. E sul viaggio esperenziale ha precisato che “ormai ci sta accompagnando con un mantra”.

Per Marco Peci, direttore commerciale di Quality Group, il lusso non è ovviamente cosa da tutti. “Suggerire di spingere i luoghi secondo le stagioni e date giuste è comunque una cosa saggia perché il turista di lusso che si trova in un luogo afflitto dall'overtourism, ha in ogni caso dimezzato il valore della sua vacanza di lusso”.

Per Kyriaki Boulasidou, direttore Italia Ente Nazionale Ellenico per il turismo, quello che in Grecia fino a qualche anno fa era considerato turismo di lusso e forse non lo era, oggi lo è veramente. “Se un hotel vanta 5 stelle ha tutti i requisiti per meritarsele. Ad Atene hanno aperto catene internazionali come il Four Seasons, molti hotel boutique raffinati e suggestivi hanno aperto in tutta la Grecia. E' cambiata anche la prima colazione, ma sicuramente il concetto di lusso della Grecia, pur con strutture migliorate e servizi ineccepibili, è diverso da quello di altre nazioni”.

Per Francesca Benati, vice presidente on line travel compananies, Wemea, managing director Italy Amadeus, quello che veniva considerato lusso venti anni fa oggi non lo è più. “E' cambiata la percezione. Di sicuro – ha spiegato - il lusso non conosce crisi, è cresciuto e per i prossimi anni è prevista una crescita del 7%. In America è cresciuta del 3% la richiesta di collegamento con jet privati. Tutto fa pensare che non si tornerà indietro”. a.to.


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