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Burgio sul turismo organizzato: flessibilità la risposta giusta

16/10/2019 11:30
Secondo il numero uno del Gruppo Alpitour il crac di Thomas Cook richiede alle aziende di ripensare al cliente e organizzare meglio il prodotto che si mette in vendita

Gabriele Burgio, presidente del Gruppo Alpitour, torna sul caso Thomas Cook, ribadendo con forza che il crac dell'operatore non segna la fine di un modello di business, ma aumenta la necessità di essere flessibili come azienda e di pensare al cliente. Nel suo intervento durante il Forum Turismo + 2019 ripreso da alcune fonti di stampa spagnole, il manager ha affermato: “Con i dubbi che Thomas Cook ha seminato, abbiamo ricevuto migliaia di chiamate da banche, fornitori, tutti convinti del fatto che il modello avesse un problema, mentre io ho difeso e penso ancora che sia stata una società a essere intaccata e non il modello". Secondo il numero uno del gruppo italiano è necessario "fare uno sforzo" per andare di pari passo con lo sviluppo tecnologico, principalmente per incontrare il cliente che è, in sostanza, colui che comand 

“Un gruppo come il nostro con quasi 2.000 milioni di fatturato non conosceva il suo cliente finale, perché la mentalità del tour operator è sempre stata finalizzata alle agenzie. Ora la direzione presa è diversa e sta dando ottimi risultati. L'idea è di conoscere meglio il cliente, sapere cosa vuole e iniziare a organizzare meglio il prodotto che vendiamo", ha affermato Burgio, sottolineando che tale modus operandi "ci consente di avere un feedback, sapere se il cliente è felice o no". Un dialogo, quello con la tecnologia, che può dunque essere migliorato ed essere "molto più redditizio per l'azienda".

L'uso della tecnologia, ha spiegato, ha permesso ad Alpitour "di lavorare con flessibilità", di produrre ciò che il cliente desidera, perché "il pacchetto di una settimana non esiste più, il catalogo è un mondo che si sta perdendo".

Così sono stati fatti progressi anche nella creazione di prezzi dinamici, perché "prima premiavamo coloro che avevano acquistato in ultimo e non a quelli che avevano comprato in anticipo". "Abbiamo costruito l'algoritmo che calcola i prezzi delle vacanze utilizzando vari concetti: anticipazione rispetto alla data di partenza, velocità di riempimento, le mosse dei concorrenti", ha aggiunto il manager.

Infine Burgio ha sottolineato che, sebbene tutte le linee di business di Alpitour “dialoghino tra loro”, l'idea è che cerchino di essere redditizie in modo indipendente.


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