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Il potenziale del turismo culturale al centro dell’Agenda Europea

20/11/2019 11:12
Il tema affrontato nell’Audizione pubblica del Comitato Economico e Sociale Europeo alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico - di Nicoletta Somma

“Ho fatto della cultura una delle priorità della mia presidenza”. A parlare è il presidente del Cese Luca Jahier in apertura dell’Audizione pubblica del Comitato Economico e Sociale Europeo alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. “Credo che la cultura sia una riserva di energia ancora non sfruttata”. Insieme al turismo, che ha “un potenziale immenso per la crescita economica e uno sviluppo equilibrato”. Su questi elementi ci si deve basare per creare una “REUnaissance”, un nuovo rinascimento culturale europeo. Tra le linee tracciate dal Cese nel suo parere per l’Agenda Europea 2021-2027 è fondamentale riscoprire l’Europa degli incroci, non dei muri. “Forse dovremmo lanciare a livello europeo il sistema italiano del ‘Bonus Cultura’ che consente a tutti i giovani di accedere alla cultura e alle arti: sarebbe un formidabile rito di iniziazione verso un’identità europea”, ha detto il presidente. Ad illustrare i punti salienti e le indicazioni della nuova Agenda Europea per la cultura Antonello Pezzini, componente Cese e relatore del Parere del Comitato in merito. “Riscoprire i valori comuni e l’identità culturale condivisa e adottare un Sistema Europeo di Indicatori per il Turismo (Etis) i due punti centrali”, ha spiegato Pezzini. Gli indicatori, pensati per il monitoraggio delle prestazioni dei singoli territori e per lo sviluppo di maggiore sostenibilità, sono suddivisi in quattro sezioni: gestione della destinazione, valore economico in termini sia di flusso turistico che di risultati imprenditoriali e ricadute occupazionali, impatto sociale e culturale e impatto ambientale.

Cultura e patrimonio lavorano insieme per unire le comunità, ha sottolineato Julie Ward, vice presidente Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, evidenziando il ruolo della prima nel promuovere la pace. “Il turismo è un’industria che può portare lavoro e sviluppo”, ha rammentato Mattia Fantinati, componente X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, senza dimenticare tuttavia che “i lavori che conosciamo oggi fra 10 anni non ci saranno più e che il digitale sarà un settore sempre più importante”. Sarà, dunque, fondamentale guardare al futuro sulle basi del patrimonio passato. A porre l’attenzione sulla frammentazione dell’attuale politica turistica, che si scontra con l’idea di una strategia europea, è stato Ignazio Abrignani, presidente Osservatorio Parlamentare per il Turismo: “Se dobbiamo fare battaglie oggi, è necessario fare il possibile perché sia l’Italia come brand a promuoversi nel mondo. Nel nostro Paese bisogna avere una politica industriale del turismo e la formazione è fondamentale”.

Luigi Gallo, presidente VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, ha individuato tra le priorità la creazione dei legami tra turismo e cultura e di un sistema integrato dell’offerta culturale, mentre Mounir Bouchenaki, consigliere speciale del direttore generale Unesco, ha riaffermato il valore della cultura come luogo di dialogo, seguito da Alessandra Priante, direttore regione Europa Unwto, secondo la quale cultura e turismo sono i due figli della stessa madre. Il valore dell’Europa risiede anche nella sua diversità ed è necessario un approccio integrato secondo Renzo Iorio, presidente Gruppo Tecnico Cultura e Sviluppo di Confindustria e past president Federturismo. Un patrimonio culturale, quello europeo, che ha impiegato ben 300mila persone, ha illustrato Anne Grady, policy officer presso l’Unità Cultura della Commissione Europea.

A ribadire come la politica, e non solo quella italiana, non abbia compreso l’importanza del turismo è stato Vittorio Messina, presidente Assoturismo Confesercenti. “Bisogna superare questa idea di turismo nazionale”, ha ammonito. Una strategia europea che rispetti le singole autonomie il desiderio di Alfonso Andria, presidente Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali – Ravello. Sui numeri si è focalizzato, invece, Claudio Bocci, direttore Federculture: oltre 63 milioni gli arrivi stranieri nel 2018, con una spesa di 41,7 miliardi di euro: “L’Italia è una super-potenza turistica e culturale, ma occorre riorganizzare questi flussi”. Infine Franco Iseppi, presidente Touring Club Italiano, ha richiamato l’attenzione sul concetto di eredità culturale, al cui interno stanno beni materiali e immateriali.

Nicoletta Somma


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