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Viaggi in moto e itinerari inediti per Travel Island

02/12/2019 11:46
Allo studio una programmazione ad hoc per Stati del Sud come Missouri e Arkansas lungo la Route 66

Travel Island è un piccolo operatore che ha iniziato l’attività nel 2001. Nel background di Franco Bondioli, owner & travel consultant, c’è la passione per gli Stati Uniti, dove ha avuto modo di vivere e viaggiare per alcuni mesi tra lo stato di New York e la California. Dal 2002 ha iniziato a creare ed accompagnare piccoli gruppi precostituiti negli States con viaggi creati su misura, ma è dal 2012 che “scatta” la decisione di concentrare le proposte sul Nord America. “Da allora i numeri per noi sono sempre cresciuti – assicura Bondioli -. Il 2019 è stato l’anno dell’exploit: abbiamo avuto il maggior numero di clienti in assoluto. Spaziamo dai viaggi self drive, ai viaggi in moto, alle vacanze in camper”. Il passaparola, la partecipazione alle fiere dedicate agli sposi e l’organizzazione di serate di presentazione sono le armi strategiche per accrescere la popolarità.

“Puntiamo ad un target medio-alto spendente – commenta il manager - e nonostante lo scivolamento che l’euro ha avuto nei confronti del dollaro, negli ultimi anni il nostro trend rimane assolutamente positivo. Stiamo già lavorando bene per il 2020”.

La programmazione si è nel tempo ampliata: “Grazie alla partecipazione a marketplace come il Travel South abbiamo avuto l’opportunità di conoscere e promuovere nuove destinazioni all’interno degli Stati Uniti – aggiunte Bondioli -. Quando il consumatore visita per la prima volta gli Stati Uniti punta decisamente a mete classiche come il Sud-Ovest e New York, ma abbiamo avuto la soddisfazione di allargare le nostre proposte self drive ad itinerari meno battuti nel Nord-Est e nel Sud-Est degli Stati Uniti e abbiamo incrementato i numeri in stati dell’Ovest quali Washington, Oregon e le isole Hawaii”.

Per il 2020 l’operatore punta alla proposta di un numero maggiore di viaggi in moto e nuove esperienze, sempre su destinazioni poco conosciute. Tra questi, Missouri e Arkansas, due stati che sono interessati dalla famosa Route 66. “Conosciamo già la parte Nord dell’Arkansas, tra le verdi alture delle Ozarks e proponiamo sempre una deviazione di qualche giorno dal tracciato classico della Route 66 prima di entrare in Oklahoma. Abbiamo avuto clienti self-drive che hanno apprezzato la regione, ma la riteniamo molto più facilmente vendibile nel contesto Route 66 – America on the road”. In occasione del prossimo Travel South, che si svolgerà a Saint Louis in Missouri a partire dal 2 dicembre, “approfondiremo la conoscenza della regione per valutare un’eventuale proposta o programmazione ad hoc”. E per quanto riguarda i vettori che seguono politiche particolarmente aggressive, Bondioli commenta così: “Abbiamo avuto esperienze negative con il ramo low cost. Preferiamo e suggeriamo ai nostri clienti i carrier tradizionali e tra questi quelli europei, perché arrivano spesso direttamente sulle città di partenza o di arrivo dei nostri tour ed evitano ai viaggiatori lo scalo negli Stati Uniti con conseguente ritiro obbligatorio del bagaglio e spesso le lunghe procedure di immigration che obbligano a dare coincidenze molto scomode”.


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