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Shopping tourism, Milano in testa come prima destination al mondo

04/12/2019 08:56
I turisti acquistano soprattutto abbigliamento e calzature e quasi la metà di essi spende oltre 50 euro al giorno. La ricerca di Risposte Turismo

I turisti italiani dello shopping? Scelgono Milano come prima destination al mondo, acquistano soprattutto abbigliamento e calzature principalmente nei negozi del centro/vie dello shopping e negli outlet e quasi la metà di essi spende oltre 50 euro al giorno. E' la fotografia scattata dalla nuova edizione di Shopping Tourism Italian Monitor, il report di ricerca di Risposte Turismo presentato a Milano in apertura della terza edizione di Shopping Tourism - il forum italiano.

Oltre a numeri, evidenze quali-quantitative e analisi utili per inquadrare il fenomeno su scala internazionale e a livello nazionale, il monitor contiene due indagini inedite dedicate, rispettivamente, al rapporto tra gli italiani in viaggio e lo shopping e all’offerta commerciale nelle città di Firenze, Milano e Venezia rispetto alle esigenze degli shopping tourist nazionali e internazionali.

Dalla prima indagine, realizzata su un campione di oltre 700 italiani di diversa età, provenienti da tutte le regioni d’Italia ed esercitanti professioni variegate, emerge come siano tre su dieci i connazionali ad aver effettuato almeno un viaggio motivato dallo shopping. Per questi ultimi Milano è la destinazione più visitata al mondo (31%), davanti agli outlet (20%) e a Firenze (16,5%). Sempre Milano risulta essere la seconda destinazione al mondo associata allo shopping tourism dal campione intervistato (48% dei rispondenti), dietro a New York (55%) e davanti a Londra (41%), Parigi (31%) e Roma (18%).

Tra chi ha viaggiato almeno una volta nella vita per shopping, il 39% afferma di averlo fatto per avere più scelta rispetto al luogo di residenza e un 31% per approfittare di prezzi più convenienti.

Gli italiani che viaggiano con motivazione prevalente lo shopping si orientano in particolare verso le destinazioni che consentono di approfittare di sconti/saldi/promozioni, di visitare anche attrazioni e luoghi rilevanti e di acquistare produzioni tipiche.

I prodotti acquistati più frequentemente dai turisti italiani che hanno fatto almeno un viaggio per shopping sono l’abbigliamento, con l’82,9% delle citazioni, seguito dalle calzature (51,3%) e dai prodotti enogastronomici tipici (43,7%). I luoghi d’acquisto preferiti durante i viaggi per shopping sono i negozi del centro/vie dello shopping (76%), gli outlet (57%), i centri commerciali (47%) e i mercati cittadini (42%).

Per quanto riguarda il peso dello shopping sul costo totale del viaggio, per quasi la metà degli italiani che hanno viaggiato almeno una volta con questa motivazione gli acquisti hanno rappresentato, in tali occasioni, dall’11 al 30% delle spese sostenute, mentre per due rispondenti su 10 oltre il 50%. Il 46% di tale segmento del campione ha speso in media più di 50 euro al giorno. Da segnalare come per un quarto del campione la spesa media giornaliera in shopping in vacanza sia stata superiore ai 100 euro (il 16% tra 100 e 200 euro e il 7% oltre 200 euro).

Dallo studio di Risposte Turismo emerge inoltre come sia ancora molto contenuto l’acquisto di shopping tour e il ricorso alla figura del personal shopper in vacanza (3%), per quanto un terzo degli italiani che viaggiano per shopping abbia espresso l’intenzione di servirsi di questa professionalità in futuro. Anche se conosciuto dalla metà dei rispondenti, il servizio di tax refund (la possibilità di richiedere il rimborso dell’Iva) risulta essere utilizzato da poco più di un italiano su dieci durante i propri viaggi fuori dall’Unione Europea.

Infine, sono otto su dieci i turisti italiani ascoltati che hanno fatto almeno un viaggio per shopping ad aver acquistato negli aeroporti o nelle stazioni ferroviarie, a testimonianza dell’importanza del travel retail nelle valutazioni riguardanti il fenomeno.

"Nella nostra indagine sul rapporto tra gli italiani e lo shopping in viaggio - ha dichiarato Francesco di Cesare, presidente di Risposte Turismo – emerge come il 30% dei turisti italiani abbia già effettuato un viaggio all’insegna dello shopping ed esista un ulteriore 20% che affermi di volerlo effettuare in futuro. Una delle sfide da cogliere è quella di trattenere questo potenziale di domanda il più possibile all’interno dei confini nazionali, agendo su quelle leve che sembrano più di altre motivare il turista italiano orientato allo shopping: approfittare di sconti e saldi, combinare tale attività con la visita a luoghi di interesse culturale, esplorare ed acquistare produzioni tipiche. Per cogliere il potenziale dei turisti dello shopping, italiani e internazionali – ha proseguito di Cesare - è però necessario predisporre un’offerta ampia e composita che abbia la sua base nei luoghi dello shopping e nei prodotti in essi acquistabili completandosi con tutta una serie di servizi da garantire a chi è intenzionato ad investire tempo e denaro per assecondare questa passione".

"Il turismo è innanzitutto l'acquisto di un'esperienza e se a volte lo shopping è al centro di questa esperienza, sempre ne è una parte non trascurabile - ha affermato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli -, soprattutto quando si parla di prodotti italiani e di Made in Italy. Per questo è molto importante garantire non solo i prodotti che vendiamo, ma anche come li vendiamo. Se nei nostri prodotti noi vendiamo il Paese, è importantissimo non svenderlo. E' fondamentale tutelarlo, valorizzarlo, puntare sulla qualità e sulla lotta ad ogni forma di contraffazione, concorrenza sleale e abusivismo". La chiave di competitività del nostro sistema Paese non è solo Made in Italy, deve essere anche Buy in", ha aggiunto il presidente. Il made in Italy, ha continuato Sangalli, non è esclusiva di una singola impresa, ma è un ecosistema complesso e va trattato nella sua complessità. Con l'obiettivo di fare lavoro di squadra. 

"Milano con Expo ha cambiato la propria percezione anche come destinazione leisure - ha commentato Filippo Barberis, consigliere del comune di Milano -, nel 2016 si sono confermati i dati del 2015, il 2017 ha segnato ancora un incremento, nel 2018 si è sfiorata una crescita dle 10% e per il 2019 vogliamo traguardare la sfida dei 10 mln di turisti. La città è in peina trasformazione. Le Olimpiadi invernali del 2026 non sono un evento settoriale, ma in due mesi Milano sarà sotto i riflettori. Tutta la città deve essere all'altezza di quella finestra di visibilità":

"Lo shopping sta caratterizzando molti prodotti turistici nuovi, dai mercatini agli outlet - ha detto Magda Antonioli, consigliere di amministrazione Enit e vice presidente European Travel Commission -. Nel primo semestre del 2019 la spesa internazionale extra Ue è stata del +7% e lo scontrino medio di 800 euro. Cina, Russia e Usa sono più del 50% delle località di provenienza e in termini di destinazione Milano, con il 36%, e Roma, con il 18%, rappresentano più del 50%. C'è poi una crescita del segmento lusso annua del 6-7%. Promuovere l'Italia all'estero con lo shopping significa promuovere l'Italia minore, fatta di circuiti organizzati di borghi". 


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