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Shopping tourism, mercato italiano da non sottovalutare

05/12/2019 11:39
Si tratta di uno dei punti emersi nel forum di Risposte Turismo - di Nicoletta Somma

Cinesi, russi, arabi sono target importanti nel segmento shopping tourism, ma non è da sottovalutare il mercato italiano. Questo quanto emerso in occasione del forum Shopping tourism, targato Risposte Turismo e tenutosi di recente a Milano.

Secondo Ivana Jelenic, presidente Fiavet, c’è grande attenzione per lo shopping negli itinerari costruiti dagli operatori. La manager aggiunge: “Si tratta di un elemento significativo e quasi imprescindibile tanto per il turista italiano quanto per quello straniero”. Alessandro Cavo, delegato per la Camera di Commercio di Genova, Albo Botteghe Storiche, rileva come “sia più facile convincere il turismo estero che quello italiano. Sul mercato interno bisogna superare più pregiudizi”. Ma quali sono state le azioni concrete realizzate per il bacino italiano? Si è lavorato sul discorso della raggiungibilità della Liguria, con “iniziative per far conoscere come ci si arriva. La Regione ha sposato la richiesta di fare grossi investimenti in promozione”.

Si configurano come “mall con tanti servizi” gli aeroporti italiani secondo Tomaso de Abbondi, head of marketing non aviation and retail operations Sea. La ricerca nell’offerta shopping, puntualizza il manager, si fa sempre più adeguata. “Cinesi, russi e statunitensi i target principali per spesa media. La maggioranza dei pax, tra il 70 e il 75% dei pax resta comunque italiana”. La chiusura di Linate ha fatto sì che” il pax in arrivo a Malpensa abbia aumentato molto la sua spesa”. A livello generale de Abbondi sostiene che “anche il target italiano risponde positivamente se adeguatamente stimolato”. Prova ne è anche il loyalty program, “che ha 800mila iscritti in totale e una grandissima parte è rappresentata dagli italiani”.

Secondo Jelenic esiste però un problema: la carenza strutturale sui dati, quando “altri Paesi del Mediterraneo li verificano quasi in tempo reale. Ciò si riflette naturalmente sulle dinamiche di mercato e penalizza le realtà locali”. Vero è che gli aeroporti, per esempio, “hanno un approccio completamente diverso: hanno dati certi e su questi direzionano l’offerta commerciale”.
Ma cosa serve perché un luogo di shopping sia inserito in un tour? Secondo il presidente Fiavet “la capacità di farsi vedere e riconoscere. Alcune tipologie merceologiche questo lo hanno capito per cui diventano tappe quasi obbligate del percorso”. Insomma la domanda va sollecitata. E quali le iniziative internazionali interessanti? Secondo Sea “Singapore, Heathrow, Schiphol e Copenhagen sono dei riferimenti”. Cavo rammenta che “esiste una collaborazione con l’Albo di Firenze e di Roma che sta andando avanti con ottimi risultati”.

Nicoletta Somma

 


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