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La Marca trevigiana rafforza la sua vocazione turistica

12/12/2019 11:34
Oltre un milione di pernottamenti in più rispetto a vent’anni fa, nei primi dieci mesi di quest’anno sono aumentati i turisti stranieri, +1,5%, e quelli italiani, +6,4%

“La provincia di Treviso chiuderà il 2019 segnando il nuovo record di presenze turistiche annuali”. L’anticipazione è dell’assessore regionale al turismo, Federico Caner, che rende noti i dati provvisori dei flussi turistici nella Marca trevigiana nel periodo gennaio-ottobre di quest’anno.

“Continua la crescita degli arrivi, +0,6%, ma soprattutto delle presenze, +3,8%, a conferma che sta gradualmente crescendo la consapevolezza di una vocazione turistica del territorio, che rimane comunque ancora in gran parte da riconoscere e sviluppare – precisa l’assessore –. Che i margini di potenziamento e di miglioramento dell’offerta siano ampi è sotto gli occhi di tutti, ma è altrettanto evidente che si sia imboccata la strada giusta per dare finalmente forma a una destinazione turistica che possiede una sua forza attrattiva e una sua originalità”.

Caner fa un confronto con i dati di dieci e vent’anni anni fa: “Nel 1998 la provincia di Treviso censiva 1 milione 153mila presenze, nel 2008 salivano a 1 milione e 548mila, nel 2018 hanno raggiunto quota 2 milioni e 142mila, numero destinato a essere superato nel 2019. Nella Marca, quindi, si registra oltre un milione di pernottamenti in più rispetto a vent’anni fa, praticamente il doppio, e nei primi dieci mesi di quest’anno sono aumentati sia i turisti stranieri, +1,5%, sia quelli italiani, +6,4%”.

Per l’assessore questa continua crescita è attribuibile a fattori diversi, come la creazione di nuove strutture alberghiere e alla riconversione all’ospitalità di alcune dimore storiche nei Comuni trevigiani confinanti con la provincia di Venezia e dai quali è più rapido e agevole raggiungere la città lagunare, che rimane principale elemento di attrazione sia per i gruppi organizzati sia per l’escursionismo individuale: Mogliano Veneto, con l’11,6% delle presenze dell’intera provincia, è il secondo Comune più turistico dopo Treviso.

Lo stesso capoluogo della Marca ha aumentato il proprio appeal (ha il 16% delle presenze provinciali), grazie anche all’organizzazione di eventi culturali e sportivi di richiamo, che hanno contribuito a far conoscere Treviso a un pubblico più vasto di visitatori.

Da non sottovalutare, infine, l’affermarsi di nuovi modelli di vacanza, più brevi, in luoghi non invasi dal turismo di massa, finalizzati alla conoscenza di territori ricchi di tradizioni, eccellenze enogastronomiche, percorsi ciclopedonali ed equestri in ambienti collinari come quello delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, dall’estate scorsa entrato nella lista dei paesaggi culturali da tutelare come patrimonio dell’umanità Unesco. Un segnale dell'interesse per questo prodotto turistico è dato dalla crescita del 9,7 % delle presenze nelle strutture extralberghiere, in particolare bed&breakfast e agriturismi, diffuse nelle aree più verdi della provincia.

“Grazie all’attività di analisi e monitoraggio affidato all’Osservatorio regionale turistico, che ha iniziato a muovere i primi passi proprio ieri – conclude Caner –, e del quale fanno parte, oltre alle organizzazioni di categoria del turismo, del commercio dell’artigianato e dell’agricoltura anche l’Odg ‘Città d’Arte e Ville Venete del Territorio Trevigiano’, individueremo attraverso un lavoro di squadra tra soggetti pubblici e privati, le linee strategiche di sviluppo del settore nel territorio trevigiano, avviando azioni condivise di marketing e di promozione, ma soprattutto finalizzate a migliorare l’offerta dal punto di vista strutturale, infrastrutturale e dei servizi: le potenzialità ci sono, bisogna utilizzarle con equilibrio e con una programmazione attenta e mirata”.


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