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Affidarsi alla tecnologia imperativo categorico

12/12/2019 16:54
Lo dimostra la ricerca Th Resorts & Cdp: non ci sarà ricchezza senza innovazione, la crescita è solo in ambito digitale per dedicarsi completamente all’esperienza del cliente - di Letizia Strambi

Innovazione e hospitality: quali leve per la competitività del turismo in Italia?”. Questo il titolo della prima delle tre ricerche del Centro Studi Cdp e Th Resorts che faranno da apripista ai futuri studi della Scuola Italiana di Ospitalità. A presentare lo studio Gianfranco Di Vaio per Cdp e Paolo Debellini per Th Resorts.  “Nel nostro Paese il turismo è un asset importante, rappresenta il 13,2% del Pil, un settore decisivo che supera  i risultati del Regno Unito, all’11%, della Francia, al 9,5, e della Germania all’8,6% -  afferma Di Vaio -; tuttavia dovremmo fare di più per la competitività perché qui risultiamo all’ottavo posto, trascinati in basso da comparto It dove risultiamo addirittura al 41° posto, quindi è molto importante che venga risolto il gap tecnologico”.

“E’ vero che in Italia abbiamo 33.000 alberghi, ma la media delle camere è di 32, meno di Francia e Spagna, nostri principali competitor” aggiunge Debellini. “Solo il 4,8% degli alberghi appartengono a una catena, e nella fascia luxury ancora peggio: solo il 3,4%”.

Dal manager dell’innovazione di Th Resorts qualche consiglio anche alle startup. “Innovazione significa sempre più innovazione tecnologica, ma non con intelligenza artificiale, sono progetti inadatti a piccole imprese, mentre Erp e Crm per piattaforme informatica sono  vincenti”. “Tutto il mondo cloud, invece, è distante dalle nostre strutture ricettive” continua Debellini.

La quota di aziende con sistemi di gestione Erp (Enterprise Resource Planning) è in netta crescita, dall’11% del 2010 al 29% del 2017. La percentuale di imprese con un sistema Crm (Customer Relationship Management) è passata dal 37% del 2010 al 48% del 2017. Nel 2016, invece, appena il 10% delle imprese ricettive utilizzava un Pms cloud, rispetto al 15% della Francia, al 20% della Spagna e al 32% del Regno Unito.

Affidarsi alla tecnologia diventa un imperativo secondo la ricerca. Novanta miliardi di euro sono stati trasferiti negli ultimi anni alle imprese tradizionali da imprese tech. “E’ vero che startup come Expedia, Booking sono diventate dei giganti del turismo tradizionale, ma non è mancato chi ne ha beneficiato”.

“Abbiamo indagato su queste crescite e possiamo dirvi – afferma il manager Th – che una buona startup cresce dal 5 al 10% a settimana quindi gli investimenti di venture capital sono indispensabili”.  Queste aziende che sono partite dagli hotel si stanno espandendo a tutto il travel journey e lo stanno facendo attraverso l’acquisizione di altre startup. “Per far entrare un albergo in un franchising ci vuole un anno, per un’azienda del digitale bastano 10 giorni, e subito si viene immessi in un grande circuito dove si ha meno peso di organico, si mantiene la propria indipendenza e tutta la parte commerciale viene alleggerita, così ci si può dedicare a dare al cliente un’esperienza unica, e anche in questo la tecnologia è fondamentale, perché ci aiuta a capire, attraverso i dati, quale tipo di esperienza

Tuttavia i due esperti concludono che ogni investimento in tecnologia potrebbe essere vano senza una formazione avanzata, e a questo scopo nasce a Scuola Italiana di Ospitalità.

Letizia Strambi


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