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E Brexit sia: ecco cosa cambia per il turismo

13/12/2019 15:25
All'indomani della vittoria dei conservatori - che confermano la data limite del 31 gennaio 2020 per l'uscita dall'Ue - il nuovo scenario, tra la necessità del visto e i dubbi degli operatori Uk - di Gianluca Miserendino

E così, entro il 31 gennaio 2020 sarà Brexit. Ma cosa comporterà l’addio del Regno Unito alla Ue per operatori e viaggiatori, dopo la vittoria dei Tory alle elezioni politiche di ieri? Il primo cambiamento importante riguarderà la necessità per i turisti di munirsi di passaporto – la carta d’identità non avrà alcun valore in tal senso - e visto elettronico, almeno tre giorni prima della partenza per la Gran Bretagna.

Il visto durerà tre mesi e per ottenerlo sarà necessario seguire una procedura online molto simile a quella in vigore per ottenere l'Esta negli Stati Uniti. Le regole sul visto entreranno però probabilmente in vigore solo dal 2021, anche per dare il tempo al sistema turistico internazionale di adeguarsi. In tal senso è già arrivata al nuovo governo di Boris Johnson la richiesta – da parte di UkInbound, che raduna gli operatori del settore incoming - di dilazionare a tutto il 2020 il periodo di transizione della Brexit.

Le richieste dei tour operator si soffermano in particolare sulla necessità – da parte della travel industry britannica – di poter continuare a contare con semplicità sulla collaborazione di lavoratori stranieri. L'Abta ha rilasciato una dichiarazione in cui si afferma: "Il risultato delle elezioni generali disegna un nuovo panorama politico che interessa sia i membri dell'Abta sia i viaggiatori. Molte questioni sono state sollevate e dibattute nelle ultime sei settimane, inclusa la questione della Brexit. Il prossimo governo ha un ruolo importante da svolgere nel garantire al nostro settore di prosperare, sia che si tratti di stabilire relazioni commerciali future flessibili con l'Ue, sia di lavorare con i nostri associati per raggiungere gli obiettivi sul cambiamento climatico, sia di fornire un regime fiscale che consente all'industria di prosperare e dare un contributo sociale e finanziario positivo al Regno Unito.

E mentre poco o nulla dovrebbe cambiare per il settore aereo, salvo l'eventuale spostamento di sedi legali e alcune procedure che andranno a modificarsi nell'emissione dei documenti di viaggio, altre grandi incognite per i turisti sono rappresentate dalle assicurazioni sanitarie, con la tessera sanitaria europea che sarà probabilmente carta straccia in Uk, e dai costi sul roaming telefonico per quello che diventerà - a tutti gli effetti e malgrado quello che mostrano le cartine geografiche di tutto il mondo - un paese non europeo. 

Gianluca Miserendino


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