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Patanè, Confturismo: “I buoni risultati non coprono l’urlo degli imprenditori”

19/12/2019 14:43
Aumentano del 10% gli italiani in vacanza d’inverno. Record positivo nella bilancia turistica, che tocca i 17 miliardi, ma la categoria denuncia il disinteresse della politica - di Paola Olivari

L’Italia fa segnare un nuovo record nella bilancia positiva del turismo, toccando quest’anno i 17 miliardi. “Il saldo dell’export - ha dichiarato il professor Andrea Giuricin, Università Milano Bicocca - è positivo anche in altri settori come l’arredamento, gli alimentari e l’abbigliamento ma il turismo vale quanto questi tre insieme”. “Senza che il governo se ne sia accorto”, ha incalzato Luca Patanè, presidente di Confturismo Confcommercio. “Non vogliamo con questo sminuire gli altri settori ma confermare l’importanza del nostro, che gode di buona salute pur senza mai ricevere le attenzioni che merita”.

“Oltre 18 milioni di italiani partiranno per queste festività natalizie, di fine anno e dell'Epifania, con un incremento del 10% rispetto allo stesso periodo 2018-2019, sebbene molti si siano decisi nelle ultime tre settimane – ha spiegato Patanè -. Il turismo, grande assente nella manovra di bilancio 2020, dove quasi non è neanche citato, continua a trainare l’economia nazionale, a partire dalla bilancia dei pagamenti, sulla quale farà registrare, nel primo trimestre 2020, un saldo attivo di più di 1,3 miliardi di euro, che si sommano agli oltre 17 miliardi del 2019”.

Quest'inverno il 76% dei nostri connazionali resterà in Italia tra montagna e città d’arte. Mete preferite Toscana, Trentino Alto Adige, sia per la montagna sia per i tradizionali mercatini natalizi, e Lombardia. Il restante 24% punterà invece Oltralpe, principalmente in Spagna, Inghilterra, Austria, Germania e Francia ma anche, uscendo dall’Europa, in Egitto, Stati Uniti, Canada, Kenya, Tunisia e Maldive. In totale gli italiani per le vacanze spenderanno mediamente 1.180 euro.

In particolare, il 55% della spesa dei nostri connazionali che andranno all’estero tra gennaio e marzo 2020 si riverserà su destinazioni europee e si consolida anche la crescita dell’Africa: il mercato raggiunge il 12% grazie al traino del Sud del Mediterraneo. Crescono pure le mete asiatiche.

“Nel solo primo trimestre 2020 la spesa turistica degli stranieri in Italia supererà di oltre 1,3 miliardi di euro quella degli italiani all’estero: un surplus davvero interessante per la nostra bilancia dei pagamenti, al quale contribuiscono principalmente i viaggiatori tedeschi, pur frenati dall’attuale momento di sofferenza del loro Paese, e statunitensi, ciascuno con il 13% del totale, ma anche i francesi con il 10% e gli inglesi con il 9%”, ha precisato Alberto Corti di Confcommercio.

Continua prepotentemente sul mercato la concorrenza di destinazioni come Egitto e Turchia che, anche per quest’inverno, avrà una crescita a doppia cifra con alcune destinazioni, come Antalya, che trainano il mercato. Il mercato della Tunisia supererà i 9 milioni di visitatori nel 2019 e nel corso dell’inverno continuerà la sua crescita anche se non ai ritmi precedenti. Un rallentamento, dopo anni di ottimi risultati, anche per Spagna, Portogallo e Croazia.

“Nel nostro Paese, i giovani e chi vive nelle grandi città ha indice di fiducia più alto della media ma dobbiamo tenere conto dei viaggi dei senior, base per molti Paesi. Per queste vacanze invernali, sulle destinazioni assistiamo al mix tipico del periodo, con il territorio nazionale al 76% contro l’estero al 24”, ha proseguito Corti citando la ricerca redatta dall’Istituto Piepoli.

“In Germania e Francia - ha aggiunto Patanè - stanno aumentando i turisti diretti verso il Sud del Mediterraneo. Cresce il Nordafrica e in parte anche la Turchia e, di conseguenza soffrono le  destinazioni europee in questa tendenza impatta su nostro turismo. Anche l’aspettativa del reddito futuro è uno dei drive di spesa in Europa e, laddove è incerto, fa da freno. Nell’outgoing vanno bene i Paesi dell’Est europeo, che hanno una tassazione molto bassa e un’aspettativa di crescita di reddito importante”.

Il presidente di Confturismo Confcommercio ha poi approfittato dell’occasione per un aggancio alla politica.

“L’assenza di una politica dedicata al turismo che invogli gli stranieri rallenta lo sviluppo. Nonostante ciò, il settore è in salute e l’attrattività del Paese, nonostante l’immagine che diamo all’estero, è buona. Rimane un miracolo non essere intaccati da chi ci rappresenta come industria, che è di estrema fragilità in quanto basata su connessioni e stratificazioni molto delicate. In Italia abbiamo bisogno di bandiere, e una di queste è il turismo. Sulla Brexit è comunque presto per fare previsioni. Bisogna vedere come uscirà, il reddito disponibile e le aspettative. Dal mio punto di vista, l’Inghilterra è contrazione già dal 2018 sul 2019. Preserverei il mercato altospendente. È sempre importante capire soprattutto i grandi spender: quanti viaggi fanno, dove vanno. Dobbiamo lavorare su numeri di qualità, migliorare qualità e mantenere i prezzi allettanti per gli stranieri”.

“Ho scelto - ha proseguito Patanè - di fare la conferenza stampa a Milano per dimostrare il mio distacco da Roma, che è rimasta alla Dolce Vita, senza siano stati fatti investimenti. Lo spending nella Capitale è più basso di quello di Milano e dovrà trovare altre modalità di offerta. Il fatto che la politica non parli mai di turismo è perché siamo incapaci di farci sentire? Forse dovremmo fare come le sardine? Sicuramente il nostro problema è la formazione e presentarci come industria matura. Ci sarà una selezione naturale del mercato ma nostri imprenditori non si lamentano, non scioperano e continuano sempre a lavorare. Sono arrabbiato con il Governo perché non considera chi, in questo Paese, crea ricchezza. Il mio è un urlo di dolore. Bisogna puntare sui cavalli giusti sennò rimaniamo nel sottosviluppo. Investiamo molto sui cinesi che non spendono e trascuriamo chi ci ama. Gli americani, per esempio, fanno tutta l’experience del viaggio. Investire sulla passione: è questo il lavoro che dovrebbe fare un ministero illuminato. Stiamo creando tanto valore e ma potremmo crearne molto di più”.

Il settore del turismo produce un impatto sul Pil italiano pari al 10%, contribuisce all’occupazione nazionale per l’11%, stimola i consumi, favorisce gli investimenti in capitale e influisce trasversalmente su molti aspetti della nostra economia.

I dati previsionali e in consuntivo sono fondamentali per gli imprenditori che operano in questo campo. Per questo Confturismo sta lavorando alla creazione del Superindice del Turismo: un progetto che intende realizzare una base dati del turismo ampia e in continua evoluzione, per stare al passo con le tante informazioni che ogni giorno si aggiungono a quelle esistenti, e nello sviluppo di modelli statistico-econometrici che aiutino a meglio comprendere le relazioni economiche del settore e forniscano previsioni affidabili di breve e medio periodo.

Paola Olivari


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