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Clusterizzare i business traveller è possibile?

11/02/2020 12:30
Nuove 'tribù' con nuove esigenze si affacciano sul mercato, accontentarle è la sfida - di Sveva Faldella

Nuove tipologie di viaggiatori si stanno affacciando nel mondo del business travel e, di conseguenza, sta cambiando l'approccio nel gestire le loro trasferte. I viaggiatori contemporanei non si differenziano tanto per origine, età o genere, ma lo fanno più in base alle esigenze, all’attività e alla capacità di gestire tool e soluzioni tecnologiche a loro disposizione. 

Ciascuna tipologia richiede attenzioni e servizi dedicati, dalla transportation, all’ hôtellerie, a tutte le ancillary. "La gestione della convivenza delle diverse generazioni di viaggiatori è uno dei ruoli delle travel company - afferma Simona Zenoni, chief marketing officer di Bcd Travel Italy -. Dobbiamo essere in grado di identificare le diverse 'tribù' (green, on demand, dealer make, road warrior, executive) da questo punto serve poi profilarli, influenzare i loro comportamenti con tecniche di marketing e adeguare le travel policy".

A spostare l'attenzione sullo stretto rapporto tra tmc e azienda è Ivano Gallino, vicepresidente di Aitmm: "Si deve parlare di partnership e non di semplice legame tra azienda e fornitore. La tmc deve affiancare il travel manager e noi, attraverso il confronto e la formazione, cerchiamo di far crescere questo tipo di maturità. Inoltre, clusterizzando, l'azienda ha la possibilità di capire il ritorno economico di un viaggio di lavoro che deve essere considerato alla stregua di un vero e proprio investimento".

Il concetto di 'tribù' in ambito business travel è ampio in quanto implica esigenze molto diverse "e proprio per questo motivo abbiamo bisogno di dati che ci consentano di conoscere i nostri viaggiatori - spiega Dario Bongiovanni, founder di t&e consultancy -. I tool di cui disponiamo davvero ce lo consentono? Un supporto efficiente sicuramente ce lo possono dare le adv. Inoltre il travel manager deve avere gli strumenti tecnologici per intercettare i trend, oltre a clusterizzare le diverse tipologie di viaggio. Solo in questo modo si facilita il suo lavoro" .

Riuscire a cogliere i desiderata dell'azienda è l'obiettivo di Mario Pepe, direttore finanziario di GoWorld. "Nati come t.o. leisure, abbiamo sviluppato un segmento focalizzato sul business travel perché aumentava la domanda rivolta alla costruzione di pacchetti che arricchissero il viaggio di lavoro con una componente culturale legata alla destinazione. Per noi è stata una novità trovare il 'contorno' a una trasferta lavorativa ma il mercato si sta indirizzando sempre più verso il bleisure".

Movimentando gruppi che vanno dalle 10 fino alle 5000 persone è fondamentale la riduzione di tutte le possibili fonti di stress. "L'obiettivo è garantire il comfort rispettando il budget, tenendo conto che ogni individuo mette in primo piano le proprie esigenze di viaggiatore pur facendo parte di un gruppo - afferma Luca Corsi, event manager di Vorwerk Folletto -. Ci sono esigenze della propria vita privata che vengono traslate anche in quella lavorativa e clusterizzare quindi risulta sempre più difficile". È concorde anche Giorgio Belloni, project manager di Sdg: "Si può clusterizzare anche su una singola persona, ma quando si affaccera' sul business travel la generazione dei Millennials tutto verrà scardinato. Questo segmento sta evolvendo molto rapidamente, dobbiamo utilizzare tutta la tecnologia a nostra disposizione per adeguarla alle esigenze di ogni singola realtà".

Sveva Faldella


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