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Fiavet Sardegna su Air Italy: "L'isola in ginocchio"

13/02/2020 08:33
“Siamo seriamente preoccupati anche per quello che succederà dopo il 16 aprile, per la scadenza e il rinnovo del nuovo bando che non si potrà fare nell'immediatezza", dice Gian Mario Pileri - di Annarosa Toso

Air Italy ha messo tutti gli aerei a terra nel giro di un'ora, il tempo di un Cda. Questo non mi torna, anche alla luce dei 200 mln di deficit, una cifra irrisoria rispetto ad altre perdite. Noi siamo tutti fermi perché non si può fare alcun tipo di prenotazione per nessun aeroporto della Sardegna. Un problema per tutti gli operatori in previsione della stagione estiva. E' bene ricordare che la Sardegna vive di turismo, non più pastorizia e agricoltura”. A parlare con Guida Viaggi, in merito alla situazione Air Italy e ciò che ne consegue, è Gian Mario Pileri, vicepresidente Fiavet nazionale e presidente Fiavet Sardegna. Il manager ha sottolineato che sarà anche il traffico limitrofo alle città di Roma e Milano ad essere perso, oltre a tutto quello proveniente dall'estero.

L'attesa per il nuovo bando

“Siamo seriamente preoccupati anche per quello che succederà dopo il 16 aprile, per la scadenza e il rinnovo del nuovo bando che non si potrà fare nell'immediatezza. Occorreranno almeno 8 mesi di tempi tenici - afferma Pileri -. La speranza è che ci sia la riconferma dell'attuale bando e che Alitalia decida di volare su tutti e tre gli aeroporti sardi. Il problema che verrebbe a crearsi è che condizioni, tariffe e collegamenti, sarebbero indicate dalla Regione e non credo che Alitalia le possa accettare. Da rumors risulterebbe che Alitalia potrebbe sì volare in Sardegna, ma in libero mercato, vale a dire deciderebbe la compagnia sia per il numero dei voli sia per l'entità delle tariffe”.

Pileri considera quello che è successo un lutto. “Non voglio esagerare, ma quello che è capitato io lo considero un grande dispiacere. Penso come sardo a tutti gli amici che lavorano nella compagnia e a quanti lavorano nell'indotto e che da domani per loro cambierà tutto. Dopo aver pagato tutti i debiti, dai tfr, carburante, leasing ecc. ipoteticamente la perdita per Air Italy potrebbe arrivare a 800-900 milioni. A me sembra strano che si voglia chiudere un'azienda come questa, perdendo tutti questi soldi. Secondo me - aggiunge - il Qatar ha in mente un colpaccio, prendere il 51% di Alisarda (esiste ancora Alisarda ed è proprietaria dell'aeroporto di Olbia nella società Geasar non ceduta a suo tempo al Qatar). E mi sembra strano proprio in questo momento che sono in corso all'aeroporto di Olbia lavori di ristrutturazione per decine di milioni di euro, per l'allungamento della pista di quasi 300 metri, per consentire l'atterraggio degli aeromobili lungo raggio”.

Non è tutto. Pileri aggiunge: “Siamo una regione italiana trattata come 50 anni fa, quando l'isola era il luogo dove mandare i galeotti a espiare le pene. Siamo invece la regione che traina il turismo nazionale e dico che non è possibile avere questo trattamento dallo Stato e dalla Regione. C'è comunque qualcosa che non mi torna. Chiudono repentinamente senza trattativa. Ci sono 35.000 biglietti emessi che andranno rimborsati e sono in tutto il mondo. Persone che dovranno tornare e non sappiamo come. Mi aspetto tra le tante ipotesi che sia il Qatar ad alzare la posta e prendere quel 51% di Alisarda. Non dimentichiamo che il Qatar è proprietario di quasi tutti gli alberghi della Costa Smeralda - fa presente Pileri -. Mi sembra strano che lascino l'aeroporto e la compagnia aerea, che porta gente da tutto il mondo negli alberghi che sono di loro proprietà. Un'altra cosa - aggiunge Pileri -, il Qatar ha comprato anche l'ospedale di Olbia, un ospedale privato, ma convenzionato con la regione Sardegna, è costato centinaia di milioni di euro, acquistato dal fallimento del San Raffaele. Non mi pare possibile che Air Italy chiuda. Secondo me – ha concluso – dobbiamo attenderci sorprese”, ribadisce convinto. 

Annarosa Toso


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