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Iata: il coronavirus "costa" 29,3 miliardi di dollari

21/02/2020 12:28
L'associazione delle compagnie aeree rivede le stime di crescita per il 2020: calo del -4,7% della domanda globale. Sarà la prima "recessione" del settore dalla crisi finanziaria del 2009

Un calo nella domanda globale del -4,7%, che azzererebbe la crescita prevista per il 2020 e causerebbe 29,3 miliardi di dollari di mancate entrate dal traffico passeggeri mondiale. E’ questo l’impatto del coronavirus sul mondo del trasporto aereo secondo Iata, che attraverso il d.g. Alexandre de Juniac (nella foto) ha spiegato che l’allerta per il rischio-pandemia potrebbe causare il primo "segno meno" - tra l'altro di proporzioni rilevanti - dalla crisi finanziaria del 2008/2009.

"Sono tempi difficili per l'industria globale del trasporto aereo - ha spiegato il manager -. Fermare la diffusione del virus è la priorità assoluta. Le compagnie aeree stanno seguendo le indicazioni dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e di altre autorità sanitarie pubbliche per mantenere i passeggeri al sicuro e il mondo connesso”.

Sul piano delle previsioni, "la forte flessione della domanda avrà un impatto finanziario sulle compagnie aeree – più grave per quelle particolarmente esposte sul mercato cinese. I vettori stanno prendendo decisioni difficili per ridurre la capacità e, in alcuni casi, le rotte. Il calo dei costi del carburante contribuirà a compensare parte delle entrate perse, ma sarà un anno molto difficile".

Iata afferma che una prima valutazione dell'impatto del Covid-19 mostra una potenziale perdita del -13% dell'intero anno della domanda di passeggeri per le compagnie aeree dell'Asia e del Pacifico. Con una crescita prevista del +4,8%, l'impatto netto sarà un calo dell'intero anno del -8,2% rispetto ai livelli della domanda del 2019. Ciò equivale a una perdita di 27,8 miliardi di dollari nel 2020 per i vettori della regione, la maggior parte dei quali sarebbe a carico dei vettori cinesi, con 12,8 miliardi persi nel solo mercato interno cinese. Si prevede che le compagnie aeree al di fuori dell'Asia-Pacifico subiranno una perdita di entrate di 1,5 miliardi di dollari, supponendo che la perdita della domanda sia limitata ai mercati collegati alla Cina.


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