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Verso una polizza all risk

15/04/2020 09:20
C'è chi pensa che il prodotto assicurativo sarà diverso, uguale a prima, sostenibile, completo, equilibrato. Il futuro è da riscrivere e le compagnie dovranno dimostrare grande reattività - di Stefania Vicini

Che veste avrà la polizza di viaggi del futuro? Sarà all risk, sarà diversa, uguale a prima, sostenibile, completa ed equilibrata, sarà più o meno cara? Sarà un mix tra tutti questi elementi. Sicuramente il momento contingente che stiamo vivendo ha messo a dura prova il settore del travel. Il fronte delle compagnie assicurative lo ha affrontato, immettendo prodotti nuovi dettati dalla pandemia, gestendo un numero elevatissimo di sinistri e dimostrando velocità di risposta. Ha gettato le basi del futuro. Un futuro che è tutto da riscrivere, anche in termini di coperture assicurative, ma come? E' quanto si è dibattuto con alcuni esperti del settore, ieri, durante l'e-MARTEDIturismo sul tema "Assicurazioni travel, come sarà il mercato di domani". 

Reattività del comparto

Ne è emerso un quadro piuttosto articolato di quella che potrà essere la polizza del futuro, ma attenzione perché c'è anche chi, come Christian Garrone, ceo I4T, pensa che "non sarà tanto diversa da quella di oggi".
A suo dire sarà "un prodotto di qualità, con tante garanzie ed un equilibrio da mantenere", tra ciò che offre e il suo pricing. Teniamo presente che oggi esistono già dei prodotti assicurativi che coprono le esigenze che stiamo vivendo in periodo di emergenza sanitaria. Per questo Garrone porta a riflettere su di un aspetto: "Avremmo mai pensato che un rischio reale sarebbe stato l'annullamento da pandemia in Italia? Se lo avessimo proposto mesi fa nessuno lo avrebbe acquistato. Se l'aggiungessimo vorrebbe dire che non stiamo pensando a cosa potrebbe succedere in futuro", sottolinea il manager. Cosa significa? Semplice, che guardare avanti vuol dire avere "reattività, tutte le compagnie del travel sono molto veloci a fare cambiamenti nell'arco di poco tempo". Caratteristica che hanno ben dimostrato in questo periodo. Per esempio hanno congelato la polizza, anche se questa prassi non esiste. La reattività dovrà, quindi, essere il focus.
Un altro elemento chiave sarà la "flessibilità, per valutare velocemente quanto sta accadendo".

La chiave della sostenibilità

Non aspettiamoci che la polizza del futuro sia stupefacente, "la polizza wow non esiste", mette in guardia Daniela Panetta, head of sales Ergo. Secondo la manager "la grande mole di sinistri che stiamo gestendo farà da selezione, sul campo resteranno partner seri, affidabili, coerenti e da qui ripartiremo per andare ad innovare". Perché certamente elementi di innovazione saranno apportati. Basti dire che il settore avrà di fronte un utente "più consapevole del rischio - afferma Panetta -, ci vorrà pertanto una maggiore informazione a livello pre contrattuale, le compagnie offriranno le loro soluzioni volte ad un cliente più consapevole, in quanto è cambiata la percezione del rischio". Si dovrà lavorare sulla sostenibilità. L'altra parola chiave è questa, ma "per essere valida deve mantenere la promessa di ogni assicurazione nel breve e lungo periodo, cioè dare una risposta che dura nel tempo. La polizza del futuro dovrà essere sostenibile".

Tra completezza e costi contenuti

In tutto ciò si possono individuare quelli che saranno i prodotti vincenti? Secondo Tito Gherardi, responsabile commerciale di Solari Assicurazioni, saranno prodotti votati alla "completezza e qualità - afferma -. Andremo sempre di più verso prodotti completi. Si dovrà capire esattamente di cosa ha bisogno il viaggiatore. Così come è da capire qual è la reale necessità delle polizze". Attenzione, a suo dire il prodotto più venduto sarà "il più completo possibile, ma a costo contenuto".

Sarà quindi più facile o più difficile, alias più caro, vendere le assicurazioni di viaggio? La domanda è lecita visti gli scenari che si prefigurano. Secondo Aldo Bevilacqua, direttore generale Aidit, la domanda dei viaggiatori "crescerà nei confronti dei prodotti assicurativi, ma dovranno esserci dei prezzi che non mettano i prodotti fuori mercato - ammonisce -. Il problema delle adv sarà soddisfare la domanda, per questo ci si dovrà rivolgere ora più che mai a prodotti di qualità con l'aiuto dei broker". La sfida è questa.

Servirà quindi fare un percorso per rendere i viaggiatori consapevoli e le adv ancora più brave a suggerire polizze ricche di servizi. Dal canto suo la filiera ha dato grande prova si sè, dimostrando "di essere più sul mercato del turismo fai da te - osserva Michele Cossa, amministratore delegato di Borghini e Cossa -. Già il discorso dell'Idd aveva reso la distribuzione più matura, pertanto il canale agenziale può svolgere un lavoro corretto di proposizione del tema assicurativo". E' una responsabilità, ma anche una grande opportunità che ha in mano e questo è il momento di farlo capire al mercato.

Stefania Vicini

 


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