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Il grido d’allarme di #Italialive unisce l'industria degli eventi

27/04/2020 11:35
Il comparto è stato il primo a fermarsi e sarà l’ultimo a riprendere. Servono aiuti concreti alle aziende e un piano di ripartenza


Senza eventi, concerti, convention, congressi, fiere, il nostro Paese perde visibilità nel mondo, fatturato interno e mette a rischio una industry che raccoglie circa 570mila lavoratori.

Un grido d’allarme che arriva da agenzie, associazioni e imprese del mondo degli eventi, dei congressi e della Live Communication, che si sono riuniti sotto l’hashtag #ItaliaLive, un progetto che vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni una grave crisi economica e sociale che sta attraversando il settore.

L’unione dei rappresentanti della live industry chiede proposte concrete e immediate:

• Risorse umane: estensione degli ammortizzatori sociali previsti per l’emergenza Covid-19 fino al 31/12/2020; estensione ai lavoratori stagionali, intermittenti e di surroga di ammortizzatori sociali sulla base delle ore lavorate nel 2019; bonus di 1000 euro/mese per i lavoratori autonomi, parasubordinati, occasionali e P.Iva fino al 31/12/2020)

• Credito d’imposta: pari al totale dei costi delle risorse umane per i mesi di inattività del 2020; pari al 30% dei costi delle risorse umane per il 2021; pari al 60%, degli affitti commerciali per il periodo marzo/dicembre 2020, cedibile ai proprietari d’immobili; pari al 50% dei costi sostenuti per prevenire il rischio biologico Covid19 negli eventi organizzati nel periodo ottobre-dicembre 2020 e nel 2021.

• Fiscalità e salvaguardia del patrimonio aziendale: detassazione degli utili imponibili relativi all’anno 2019 oppure introduzione di un meccanismo eccezionale di riporto all’indietro (loss carry-back) della perdita fiscale 2020 da utilizzare in compensazione con gli utili 2019 dichiarati e tassati; Sospensione dell’acconto Ires e Irap dovuto per il 2020, indipendentemente dalla modalità di calcolo (storico o previsionale); Introduzione di un meccanismo di “ammortamento” straordinario delle perdite relative all’anno 2020.

• Liquidità: accesso automatico senza alcuna istruttoria e immediato a finanziamenti fino ad un importo di 1 milione di euro a tasso 0% a 15 anni garantiti al 100% da Sace S.p.A. o dal Fondo Centrale di Garanzia Pmi, con preammortamento di 24 mesi.

• Sostegno alla domanda: riconoscimento dei crediti d’imposta per un biennio alle aziende che investono in eventi business & consumer sul territorio nazionale; in materia di Iva, applicabilità dell'Art 7-ter del Dpr 633/72 a tutti gli eventi organizzati in Italia commissionati da soggetti passivi Iva esteri.

Ogni anno in Italia vengono organizzati più un 1 milione di piccoli e grandi eventi, che occupano il 40% delle stanze degli alberghi, garantendone la sopravvivenza. L’Italia rappresenta la sesta nazione al mondo per impatto economico generato dal settore dei business event.

Un indotto che genera 65,5 miliardi di euro con un impatto diretto sul Pil di 36,2 miliardi di euro/anno, attraverso 569 mila addetti (agenzie, service audio video luci, allestitori, catering, sedi congressuali, interpreti, artisti e tutte le maestranze connesse).

Si stima che la perdita economica per questo settore, solo nel primo mese, abbia superato i due miliardi di euro; che oltre il 30% degli eventi in programma nel 2020 sia stato cancellato e che la partenza non si possa prevedere se non prima di ottobre 2020 nel migliore dei casi (dati AstraRicerche).

Per affrontare e superare le ricadute economiche dell’emergenza sanitaria e per rilanciare il sistema, le principali associazioni dell’Event Industry (Admei, AiicItalia, Alleanza delle Cooperative Italiane, Anbc, Club degli Eventi e della Live Communication, Convention Bureau Italia, Federcongressi&eventi, Icca, Mpi Italia Chapter, Site Italy) si sono unite per la prima volta dando vita a una iniziativa congiunta e integrata per portare all’opinione pubblica e alle istituzioni un grido di allarme, attraverso un manifesto e una lettera aperta inviata al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, al ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli e al ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini.

Gli eventi sono gli strumenti attraverso i quali il Made in Italy comunica al mondo (es. settimane dedicate a moda, design, musica, cultura, tecnologia), le leve attraverso cui le aziende parlano ai mercati internazionali, con la propria rete o direttamente ai consumatori. È l’industria nella quale si compiono occasioni di formazione professionale e divulgativa (spesso al servizio del Sistema sanitario nazionale), facendo arrivare in Italia partecipanti da tutto il mondo. Da sempre partner della filiera sportiva e del mondo dell’entertainment, della cultura e del settore fieristico. Un’industria invisibile, che realizza tutto ciò che vediamo solo nel suo atto finale, “dal vivo”, la modalità di relazione che in questi giorni ci manca più di ogni altra cosa.

“È stato giusto fermarsi. Non a caso tutto il comparto dell’events & live industry non solo segue alla lettera le indicazioni delle autorità, ma è stato tra i primi a comprendere la gravità della situazione, proprio perché abituato a confrontarsi con i mercati internazionali, e a utilizzare la tecnologia per superare i limiti della quarantena - commenta Salvatore Sagone, portavoce dei rapporti con i media di #Italialive e presidente del Club degli Eventi e della Live Communication -. Siamo già predisposti all’utilizzo del digitale e abbiamo colto al volo la sfida, attivando in tempi record eventi virtuali e in streaming, rispettando sempre le regole. Occorre tuttavia oggi lavorare tutti insieme per riuscire a tornare nelle piazze così come nelle location e negli spazi fieristici. Ne siamo certi: il Paese potrà ripartire e ritrovare quella carica empatica che ora manca. L’Italia tornerà a essere live”.

“Questa filiera - prosegue Sagone - che mai prima di ora aveva richiesto, o avuto accesso a aiuti o a forme di tutela, oggi è profondamente colpita. Non solo le agenzie e le imprese vedono vanificati mesi di preparazione per i lavori annullati, ma si prevedono mesi di sacrificio per tutti gli operatori. Un percorso che molti non saranno in grado di sostenere e che verrà pagato soprattutto dalle piccole imprese, dai giovani e dai liberi professionisti”.

“In questa fase di progettazione di ripresa delle attività del Paese è fondamentale che le istituzioni si attivino per definire date certe di riavvio delle attività congressuali, fieristiche e degli eventi aggregativi”, commenta la portavoce dei rapporti istituzionali di #Italialive e presidente di Federcongressi&eventi Alessandra Albarelli. “La pianificazione anticipata è infatti un elemento chiave per lo svolgimento dell’attività di organizzazione degli eventi e solo con un calendario chiaro delle riaperture il mondo degli eventi potrà riprendere il proprio lavoro. Altrettanto decisiva è la condivisione con le imprese e i professionisti del settore delle regole previste per le Fasi 2 e 3 affinché i protocolli igienico-sanitari e comportamentali siano stesi con la collaborazione di chi conosce i processi organizzativi e i dettagli dell’intera filiera coinvolta nello svolgimento degli eventi. Un altro elemento cardine per la ripresa del comparto è che le istituzioni mettano in campo investimenti capaci di restituire presto competitività internazionale al Paese. Per questo #ItaliaLive ha messo a disposizione di Ice ed Enit le proprie competenze di comunicazione e destination marketing e le proprie relazioni internazionali».

 


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