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Il business travel guarda al 2021

29/04/2020 10:44
L’acquisita dimestichezza con la tecnologia frenerà le trasferte brevi su base nazionale ma il settore riprenderà sotto la spinta della necessità delle aziende - di Paola Olivari

Il titanico lavoro di riprotezione dei viaggiatori d’affari negli ultimi due mesi, la costante assistenza, la gestione di decine di migliaia di pratiche, i rapporti non sempre facili con i fornitori, specie riguardo i rimborsi in ambito aereo. Le travel management company, le agenzie specializzate, gli esperti e i consulenti del business travel si sono trovati a fare fronte a una situazione imprevista e imprevedibile per portata e complessità.

Il webinar della serie e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi ha fotografato la situazione e analizzato possibili scenari futuri.

“Alla fine di febbraio - ha detto Mimmo Cristofaro, presidente TravelMatic by Contur - Deloitte ha pubblicato una ricerca Emea che riguardava tutte le attività economiche, compresi hotel, Tmc e agenzie di viaggio, prevedendo un calo della pandemia solo a fine giugno e una ripresa, a livello del dicembre 2019, che non arriverà prima di marzo 2021. Questa previsione, inoltre, non tiene conto di un'indigestione di webinar che infuenzerà anche il flusso dei viaggi di affari, andando a incidere pesantemente su quelli brevi trasformandoli in incontri via web. Solo considerando i nostri sistemi, che contano 360mila trasferte all’anno, quelle inferiori a due giorni sono circa 120mila, ovvero un terzo. Non sarà certo possibile dirottarle tutte sui sistemi informatici, ma si ridurranno di 70-80mila. La domanda cala ma lo fa anche l'offerta. Basti pensare a Airbus e Boeing, che hanno dichiarato annullamenti per 250 macchine e tutti i velivoli, non meno di 350, che le principali compagnie lasceranno a terra. Pensiamo a British Airways che ha preferito pagare la penale stralciando l’accordo con Air Europa. Dimentichiamoci di poter ritornare come prima, pricing compreso. Dobbiamo inventarci qualcosa. Il lavoro diminuirà ed è impensabile oggi mantenere gli stessi posti. Il traffico riprenderà tra il 30 e il 35% entro dicembre, generando una condizione irrecuperabile. Bisognerà concentrarsi sulle aziende medio-piccole, che attualmente non hanno un travel management perché convinti di essere più bravi delle Tmc. È, questo, un segmento enormemente sottovalutato ma non esistono ricette magiche”.

Per Giorgio Garcea, chief commercial & operations officer di Cisalpina Tours, è nodale “vedere come agirà la Iata per quanto riguarda la questione spinosissima dei rimborsi rimanendo, dal canto nostro, costantemente aggiornati non solo riguardo l'estero ma anche i trasferimenti interni tra le regioni. Ancora non è chiaro come si potranno gestire i rimborsi e non abbiamo regole di mobilità univoche. Stimo entro la fine di giugno una ripresa di circa il 20%, che proseguirà verso l'estate per tornare a pieno regime da gennaio. Bisogna restare con i piedi ben piantati per terra in attesa di indicazioni. Che senso ha, oggi, aprire un’agenzia se non posso fare viaggiare, sarebbe un’attività antieconomica”.

“Una perdita, a fine anno, del 30% è auspicabile ma difficilmente stimabile”. La pensa così Alessandra Massa, chief operation officer business travel di Bcd Travel, che stima, per il business travel, “una partenza lenta cui seguirà il recupero. Il nostro business è in profondo cambiamento, le procedure travel sono tutte da rivedere e molti servizi, penso per esempio alle lounge aeroportuali, non potranno essere garantite. Abbiamo imparato cose nuove, penso ai protocolli di sanificazione, dei quali non sapevamo nulla. Avremo hotel con colazione solo servita in camera, molti servizi non potranno essere prestati, altri nasceranno. Le assicurazioni, per forza di cose, diventano sempre più flessibili. Abbiamo visto lo smartworking essere una modalità che funziona, e lo faranno anche i clienti. Da noi l'attività di accounting non si è mai fermata e abbiamo costituito una task force per far rientrare tutti i passeggeri sparsi nel mondo, mostrando come sarà sempre più fondamentale ruolo del safety tracking e della agenzia. Sarà sulla base di questi servizi che riusciremo a recuperare traffico”.

“Ci occupiamo - ha spiegato Sandro Palumbo, responsabile business travel di Welcome Travel Group - sia di business travel sia leisure e abbiamo dovuto fare fronte a un'enorme quantità di situazioni. Gestiamo il business in parte direttamente, in parte come consolidamento della biglietteria per le agenzie. La situazione offre diversi spunti di lettura. Per esempio, la cancellazione degli ordini di aeromobili è volta a mantenere una liquidità di cassa oppure è una scelta definitiva delle compagnie? I webinar vanno bene, ma non è la modalità propria del business travel e per vendere non funzionano. Sicuramente assisteremo a una contrazione nazionale, ma questa non toccherà l'estero né, soprattutto, l'intercontinentale, in particolare se a viaggiare sono i titolari delle aziende. Molti nostri clienti premono per ritornare a viaggiare perché ne dipende la sopravvivenza del loro business. Saranno le aziende più grandi a continuare a utilizzare massicciamente i webinar, dovendo porre grande attenzione all'emergenza sanitaria. Molto dipenderà anche dal ripristino delle rotte. Lufthansa, per esempio, annunciato il 30% della flotta in attività entro metà maggio, Alitalia ha garantito la continuità territoriale con la Sardegna, Ryanair intende riprendere da giugno il domestico sull'Italia e poi proseguire con l’internazionale. Ma sono tutte ipotesi. Oggi bisogna essere veloci e ricettivi su ogni necessità del mercato. I clienti chiamano per essere rassicurati. Le nuove esigenze del cliente comprenderanno tutta una serie di informazioni per viaggiare in sicurezza e per gestire anche l'ultimo miglio. Attendiamo protocolli comunitari univoci sulla sicurezza e in volo”.

Secondo Matteo Pellizzari, presidente di Lufthansa City Center Italia, “cerchiamo di documentarci per capire i trend, parliamo con i clienti per avere riscontro da loro sia con le grandi aziende sia con quelle medio-piccole. Alcune realtà sono pronte a partire alla prima possibilità. Ma le grandi, quel quelle più strutturate, sono molto attente ai problemi di risk management riguardo i dipendenti. Stanno individuando possibilità ma certamente si assumeranno pochi rischi. Inoltre permangono anche dubbi sul recarsi in Paesi prima ritenuti sicuri ma che oggi non offrono garanzie sulla comunicazione dei dati. Nella partita giocano, dunque, elementi oggettivi e soggettivi. L'unica via è offrire una estrema flessibilità del servizio ai nostri clienti”.

“Nel giro di tre settimane - ha afferma Alfredo Pezzani, chief operating & service delivery officer di Uvet Global Business Travel - si sono centuplicate le richieste di rimborso. Una mole di lavoro enorme. Chi pagherà per questa complessità? Sono ottimista sul trovare una soluzione, ma dovranno essere individuati i costi di gestione di questo lavoro e anche il cliente finale dovrà capire. Oggi siamo obbligati alla tecnologia ma torneremo a viaggiare. Purtroppo perderemo molti posti di lavoro e si prospetta di un ritorno a fatturati di 10 anni fa”.

Puoi vedere il webinar cliccando qui.

Paola Olivari


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