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Incoming di prossimità: i suggerimenti per gli operatori

06/05/2020 08:56
Gli aspetti su cui lavorare sotto la lente dell'ultimo e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi. Il legame con le città e le risorse alternative - di Nicoletta Somma e Stefania Vicini

Su quali aspetti dovranno lavorare gli operatori? I territori saranno pronti? Quali suggerimenti concreti si possono dare in una fase così delicata come questa? Questi alcuni dei temi che sono stati trattati durante l’e-MARTEDIturismo by Guida Viaggi dal titolo “Marketing territoriale e incoming di prossimità".

Alessandro Cugini, docente e autore Mooc Federica presso l'università Federico II di Napoli, crede che il turismo possa essere "un alleato per ricollocare le aree interne". Basti pensare al pullulare di cammini che ci sono in Italia, ciò che è importante è "focalizzare gli investimenti, potenziare gli info point - afferma il docente -. Il sistema deve cambiare perché il turismo possa essere con una offerta certificata, valida ed economica". 

Il momento contingente ha portato ad una maggiore unione in alcuni ambiti del turismo organizzato, è pensabile che questo possa avvenire anche tra le regioni o meglio saranno possibili dei progetti sviluppati in modo congiunto? Paolo Baccolo, direttore generale Explora, non ha dubbi in merito: "E' il sogno sulla scrivania - afferma -. Su molti temi le regioni hanno lavorato per essere più efficienti al loro interno - osserva -, ma ci sono state meno occasioni per sviluppare intese e progetti a livello interregionale", riconosce Baccolo, seppur in pochi casi vi siano "dei confini invalicabili". 

Quali sono, quindi, gli errori da non ripercorrere? A detta di Pietro Paolo Giampellegrini, commissario straordinario Agenzia inLiguria, è importante "coinvolgere i più giovani per una visione differente, ma devono avere una formazione coerente", ammonisce il commissario straordinario, ponendola come condizione importante per non avere "un deficit di preparazione delle persone". 

“Non credo abbiamo altre scelte, siamo ad un crocevia – ha testimoniato Lucio Gomiero, direttore generale PromoTurismoFvg -. La nostra ipotesi ‘primavera’ è giocata, il piatto forte sono luglio e agosto. E’ importante non avere fretta, ma aprire in sicurezza. Nel 2020 dobbiamo essere reattivi, cogliere opportunità e innovare per il 2021”. Ma il direttore si è spinto oltre: “Dobbiamo avvicinare il turista e il cittadino e l’esempio più significativo in questo senso sono le piste ciclabili. Progettare il turismo significa progettare la città. Certo va cambiata l’attitudine di chi governa”.

Ma proprio all’interno delle città uno dei settori più sofferenti, come li ha definiti Francesco Palumbo, direttore generale Toscana Promozione, è quello degli spettacoli dal vivo: “Bisognerà capire in che modo si potranno fare in sicurezza”. Esistono, però, anche altre risorse: “I musei sono fortemente radicati sul territorio: i grandi attrattori possono diventare distributori di flussi e parte di pacchetti. Bisognerebbe favorire, inoltre, la permanenza più lunga da parte delle famiglie nei posti meno noti come i borghi”.

E in una fase così delicata, in cui è indispensabile difendere l’Italia con una corretta comunicazione, quali iniziative sono state predisposte per preparare gli attori sul territorio? “Abbiamo sviluppato attività formative su più livelli – ha risposto Luisa Piazza, direttore generale Visit Piemonte Dmo -, tra cui già dall’anno scorso una ‘Digital Academy’ e poi diversi webinar”. Secondo Piazza è necessario anche “un cambio di prospettiva dal concetto di ‘turista’ a uno più a tutto tondo: dobbiamo dare al turismo una valenza più rotonda e la crisi ci sta aiutando a focalizzare meglio queste esigenze”.

Nicoletta Somma e Stefania Vicini


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