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La ripartenza solo grazie a una policy unificata

18/05/2020 11:00
In un periodo di pareri discordanti e di continua evoluzione, gli addetti ai lavori auspicano una ripartenza grazie al lavoro di squadra - di Gwen Marletta

Una policy unificata è essenziale, su questo punto concordano tutti gli esperti coinvolti dal webinar organizzato da Master Group Tour Operator. Le regolamentazioni dei singoli Paesi, infatti, sono stati differenti così come i propositi per affrontare l’imminente stagione turistica.

“La necessità impellente ora è avere indicazioni chiare e uguali per tutti”, afferma Michal Wesolowsky, executive product manager di Nowa Itaka. Servono accordi multilaterali, almeno inizialmente, e corridoi turistici per poter fare i primi passi verso la nuova normalità.

“Queste iniziative però sembrano avere creato del malcontento nei tour operator rimasti esclusi –spiega Tibor Bajanik di Fifo Slovacchia -. Dopo aver rispettato l’invito ad evitare spostamenti non necessari fino al 15 giugno, l’Italia sembra tornare a richiamare i suoi partner. Siamo stati colpiti duramente e non lo abbiamo nascosto, ma ora abbiamo bisogno di tornare a collaborare”.

Non saranno poche le difficoltà che le aziende dovranno affrontare a causa delle cancellazioni del 40% di prenotazioni rimandate al 2021. Il panorama non sembra essere dei più incoraggianti per Andrew Parry, lead web developer di Nielsen Active Holidays “considerando anche la quarantena di due settimane che spetterebbe ai turisti inglesi al ritorno e la paura della recrudescenza della malattia”.

Il desiderio di ripartire accomuna tutti gli addetti ai lavori, tuttavia Israele sembra discostarsi almeno in parte. “La riapertura dei confini per questo Paese non avrebbe lo stesso significato che per una nazione europea, le restrizioni di viaggio vengono già imposte temporaneamente per via della guerra”, spiega Erez Artzi, chief operating officer di Aviation Links. Il dibattito porta infine a riflettere sull’impotenza del settore che si è ritrovato senza vero e proprio potere decisionale. “Le dichiarazioni politiche vanno distinte dalla realtà - conclude Artzi -. Il turismo è stato il primo a soffrire questa crisi e purtroppo rischia di essere l’ultimo a ripartire”.

Gwen Marletta


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