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Allarme crociere: quasi 10 milioni di passeggeri in meno

19/05/2020 11:47
Le mosse di Costa e Msc per fronteggiare la situazione contingente, adeguando i servizi a bordo alle nuove regole sanitarie. I dati di Risposte Turismo, Cemar, Clia

In tutto il mondo le navi da crociere sono ferme, la pandemia sta facendo sentire i suoi effetti su questo mercato. Per quanto riguarda l'Italia, dalle pagine de Il Sole-24 Ore, emergono dati poco incoraggianti per il comparto in termini di perdite previste e di passeggeri. Secondo Risposte Turismo il 2020 avrebbe dovuto registrare 5mila approdi e superare il dato dei 13 mln di passeggeri movimentati sulle nostre banchine.

In base alle cancellazioni pervenute al 30 aprile, Cemar agency network rileva che i nostri porti hanno perso 1.486 scali, e circa 4,1 mln di passeggeri. Numeri che, a quanto si legge, sembra siano destinati a crescere, arrivando a 3.785 approdi e 9,8 mln di passeggeri in meno. Questo nel caso in cui le compagnie dovessero tornare operative entro metà luglio.

Clia rivela che per ogni 1% di flessione del traffico navi da crociera in Italia il rischio è di perdere 1.170 posti di lavoro. Nel caso in cui la sospensione dovesse prolungarsi per 60 giorni, si legge sul quotidiano, è attesa una perdita economica diretta per l'Italia di 848 mln di euro, per 5.830 posti di lavoro in meno. Nel caso durasse di più, per esempio 90 giorni, allora la perdita economica sarebbe di 1,4 miliardi di euro e 9.361 posti di lavoro in meno. 

Carlo Schiavon, country manager Italia di Costa Crociere, dalla pagine del Sole, afferma che le crociere della compagnia sono "sospese dal 13 marzo, quindi l'impatto è importante - sottolinea il manager -, non solo per noi, ma anche per tutto l'indotto che dipende da noi". Il manager fa presente che il Gruppo Costa "genera ogni anno in Italia un impatto economico da di 3,5 miliardi di euro e 17mila posti di lavoro, collaborando con oltre 4.700 fornitori". La compagnia ha annunciato lo stop alle crociere fino al 30 giugno, ma il manager dice che "la data di ripresa dipenderà dalle decisioni prese dal governo italiano e da quelle degli altri Paesi in cui operiamo". Quanto alla ripresa se la immagina "per fasi successive che potrebbero iniziare da una dimensione nazionale per poi estendersi anche all'estero". 
Ovviamente il prodotto a bordo si dovrà adeguare alle "nuove regole di prevenzione sanitaria" e la compagnia sta "già lavorando a nuove linee guida", fa sapere il manager. 

In linea il pensiero di Leonardo Massa, country manager Italia di Msc Crociere, interpellato anch'egli dal quotidiano. Il manager osserva che "i riverberi di questa pandemia, in particolare in Italia, sono molto rilevanti non solo per tutto il settore, ma anche per l'economia dei territori, per l'intero comparto turistico e per l'industria cantieristica del nostro Paese", sottolinea Massa.
Poi i numeri pre-pandemia. Massa fa presente che le navi Msc "hanno portato un numero sempre crescente di flussi turistici nelle città italiane, fino a superare i 3 mln di turisti in un anno".
La ripresa? Su questo punto osserva che "tra le ipotesi allo studio ci sono un coefficiente minore di occupazione delle navi, screening sanitari e di igienizzazione degli ambienti ulteriormente approfonditi e un maggior distanziamento sociale per tutte le attività di bordo, che le navi di grandi dimensioni sono in grado di garantire". 


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