EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

La vacanza 2020 sarà diversa, ma di qualità

20/05/2020 08:33
Le strutture avranno una capacità al 50%, un sacrificio economico. Il pricing dovrà restare fermo, niente offerte sotto data in linea con una policy covid degli operatori - di Stefania Vicini

Che tipo di stagione turistica possiamo immaginarci? Gli operatori si stanno organizzando da mesi, non hanno mai smesso di essere operativi, così come le adv, per cercare di capire come riaprire e cosa offrire, pur muovendosi in un terreno nebuloso e senza certezze, dettato dal fatto, come più volte detto, che il governo non ha ancora dato le famose linee guida su come operare.
Una consapevolezza è chiara, quella del 2020 sarà una vacanza diversa. Non sarà di qualità inferiore, ma sarà diversa e questo il cliente lo dovrà sapere. Il perchè sarà diversa è di facile intuizione, ma il come lo sarà sono tre realtà turistiche a raccontarlo.

I nodi da sciogliere

"Non abbiamo mai mollato, abbiamo cercato di stilare tutti i protocolli, di motivare le adv e la clientela dicendo si parte. Certo, il governo ci deve ancora dire tanto, ma la possibilità di ipotizzare regole e possibili aperture di vendita", ha dato una marcia in più agli operatori, osserva Massimo Diana, direttore commerciale di Ota Viaggi, fermo restando che il manager non crede che si possa ipotizzare l'apertura prima di fine giugno. "Bisogna sciogliere ancora i nodi dell'organizzazione dei servizi, ci sono le linee generali, ma si deve scendere nel particolare". Concorda Massimo Zanon, direttore commerciale Bluserena, il cui timore è che gli sforzi fatti in questi due mesi si possano vanificare, "abbiamo lavorato anche su documenti non ufficiali per prepararci per questa apertura - afferma -. Il decreto ha fatto luce, ma ci sono cose ancora da risolvere. Dovremo fare dei correttivi ed andremo avanti con maggior convinzione, sperando di poter dare avvio a questa parte di stagione più o meno da fine giugno. Certo dobbiamo capire quando il documento diventerà ufficiale".
Zanon interviene sul tema destagionalizzazione, come potrà essere praticabile? A suo dire regioni come Sardegna, Campania, Calabria "possono pensare di allungare la stagione, una settimana in più si potrà fare", ma il manager ricorda che si dovranno fare i conti con una nostra impostazione culturale, che ci vede abituati ad arrivare fino a metà settembre. "Chi è riuscito a destagionalizzare è perchè ha fatto un buon lavoro sui mercati esteri - osserva il manager -, ma in questo momento sono bloccati anche loro, è una situazione nuova per tutti, che potrebbe gettare le basi per una destagionalizzazione sempre più importante", ma in futuro. 

Comunicare e tenere fermi i prezzi

Quello che adesso dovranno fare gli operatori sarà di chiamare le adv che a loro volta dovranno chiamare tutti i clienti che hanno prenotato pre-covid per dire che "adesso il prodotto sarà diverso da quello prenotato a gennaio, ma non è un prodotto inferiore è solo diverso", dice Zanon. 
Diana aggiunge un tassello in più, ossia il fatto che "per tutti noi saranno costi importanti da sostenere, ma nessuo può mettere in dubbio la qualità dei servizi - rimarca -. Sarà una vacanza diversa, bisognerà chiamare per sapere se il cliente la accetta oppure no", ma su questo punto il manager non ha dubbi, anzi ha la certezza che "molti verranno da noi (il turismo organizzato, ndr), perchè daremo la sicurezza che il governo non ha dato". 
Tra le domande poste dalle adv il fatto se un minor numero di servizi erogati, per cause di forza maggiore, possa comportare un abbassamento dei prezzi. Questo non sarà possibile anche perchè gli operatori devono fronteggiare delle spese in più, legati alla sanificazione delle strutture, all'introduzione del servizio al tavolo al posto del buffet, il che comporterà avere un maggior numero di personale, con meno camere. Diana lo dice chiaro, "si devono tenere fermi i prezzi, portando a termine la stagione con un unico pricing".

Il 50% non è sostenibile

Un aereo con il 40% di occupazione non vola, ma anche un operatore non può sostenere una occupazione al 50%. Questo è stato detto in modo chiaro. Lo afferma Zanon, lo condivide Diana, che aggiunge: "Lo facciamo per non fermare la macchina, sappiamo che apriamo in perdita, ma sarebbe deleterio saltare al 2021". Certo gli operatori ne sono consapevoli, "oggi aprire è sicuramente anti economico - osserva Stefano M. Simei, direttore commerciale Th Resorts -, però abbiamo deciso di dare continuità alle adv, dare prodotto e un segnale forte". Un'altra consapevolezza è che si dovrà "essere bravi a non fare offerte sotto data", aggiunge il manager. La situazione contingente porterà forse a rendersi conto che quella del 2020 "sarà la migliore vacanza di sempre, in quanto i clienti godranno di spazi incredibili, con una percentuale operatori-clienti mai vista. Investiremo in tecnologia e digitale perché dobbiamo far evolvere il nostro turismo". Può sembrare assurdo, ma per certi versi "potrà essere un prodotto migliore un villaggio occupato al 50% - dice Diana -, la qualità è indiscutibile". 
Un effetto della crisi sarà però un "maggior distanziamento tra le classi sociali, tra i più ricchi e i più poveri e ci sarà chi non potrà viaggiare", riconosce Simei, ma anche un'offerta "più bassa del normale, alberghi medio-piccoli che decideranno di non aprire per non fare investimenti, perchè adeguare le strutture a tutte le restrizioni sono impegni importanti". 

Focus Sud Italia

Tra le prime considerazioni che si possono fare sulle regioni oggi si vede che "le strutture del Sud Italia avranno facilità nelle vendite, molti prediligono le auto per le vacanze, c'è una grossa incognita sul trasporto - osserva Diana -, mancano ancora le linee per il trasporto aereo e navale". Il manager non ha dubbi Puglia, Calabria, Campania, Sicilia, "con l'autostrada del Mediterraneo che agevola, avranno richieste maggiori rispetto alla Sardegna, che però è il sogno della vacanza e come operatore non posso che impegnarmi ancora di più per far sì che possa avere un suo inizio di stagione estiva".  

Policy covid

In vacanza, ma come? Ci si deve attenere alle normative, "in tutte le strutture in un primo momento sarà necessaria la mascherina - fa presente Diana -. Stiamo parlando di un decreto emanato tenenedo conto della situazione attuale, siamo in un work in progress perenne. Oggi sappiamo che sono possibili solo gli sport individuali, quelli collettivi no, ma se poi le maglie si allargano...siamo quindi predisposti all'erogazione di servizi in base alle attuali disposizioni". Poi il manager fa un passo in più e lancia la proposta della necessità di una policy covid da parte degli operatori. "L'impegno sarà quello di gestire le prenotazioni fatte prima del covid, si deve tener conto che c'è chi ha perso il lavoro ed annulla, o chi non ha ferie. Sono tutti problemi su problemi che stiamo gestendo noi". Zanon lo definisce "un anno anomalo", in cui bisogna "dare tranquillità alle adv e al cliente finale". 

Stefania Vicini


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us