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La ripartenza a metà delle low cost, tra tagli e nuove tasse

29/05/2020 14:30
Mentre easyJet annuncia licenziamenti per un terzo dei suoi dipendenti e una sforbiciata alla flotta, Ryanair chiede un incontro al Governo e polemizza sulle imposte locali e su Alitalia

Il taglio di un terzo dei posti di lavoro complessivi, con una sforbiciata anche al numero complessivo di aeromobili. Lo ha annunciato easyJet, che avrebbe intenzione di lasciare a casa all’incirca 4.500 dipendenti in risposta all'impatto del Coronavirus sulle finanze del gruppo.

"Sappiamo che questo è un momento molto difficile e dobbiamo prendere decisioni complicate che riguardano i nostri dipendenti, ma vogliamo proteggere il maggior numero possibile di posti di lavoro nel lungo periodo", ha dichiarato Johan Lundgren, amministratore delegato del vettore, che taglierà anche la flotta di 51 aeromobili, portando il totale a 302. Le decisioni potrebbero avere un impatto anche sui previsti voli “italiani” della compagnia, che ripartiranno dal 15 giugno.

Più certo invece il futuro di Ryanair sull’Italia, con il riavvio del 40-50% dei voli ma con l’a.d. Eddie Wilson che in un’intervista all’Ansa ha chiesto un incontro al Governo spiegando che “non intendiamo lasciare l’Italia, siamo il primo vettore e intendiamo rimanere tali, ma in tempi in cui il traffico è dimezzano i paesi e le destinazioni devono rendersi più attraenti, non meno attraenti, e se aumenti le tasse penalizzi”.

Da qui le critiche di Wilson ai finanziamenti ad Alitalia (“non è il miglior modo di utilizzare i soldi dei contribuenti italiani. Sono stati spesi 3,5 miliardi per ricapitalizzarla per nessuna buona ragione: le uniche persone che le pagheranno sono i contribuenti italiani e i passeggeri di Ryanair e delle compagnie low fares attraverso l’aumento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco”) e a quest’ultima misura, che secondo l’a.d. rischierebbe di far tornare indietro nel tempo. “Non possiamo tornare agli anni ’60 quando per andare da una regione all’altra bisognava passare per Linate o Fiumicino. Sarebbe invece molto meglio se il governo italiano abbassasse le tasse aeroportuali per tutte le compagnie, premiando le compagnie che portano più persone nelle regioni”.


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