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Il turismo del futuro? È sostenibile

01/06/2020 14:01
La necessità del distanziamento sociale ha portato le persone a richiedere strutture attorniate dal verde. Restano ancora molte preoccupazioni - di Lara Morano



Sostenibilità e collaborazione sono le due parole chiave che accompagneranno il turismo nel prossimo futuro. Il quadro generale di un mercato in piena fase di trasformazione è stato delineato in occasione della conferenza digitale di giovedì 28 maggio dal titolo Vacanza 2020: sogno o realtà?. Al dibattito hanno preso parte attori del mondo del turismo, dall'informazione alla ricettività, e ciò che maggiormente si percepisce è che la speranza è riposta nel 2021 mentre per il 2020 si corre ai ripari.

"Gli scenari sono completamente cambiati, bisogna fare i conti con una perdita che va dal 58 al 70% - spiega Roberta Milano, docente universitaria ed esperta di marketing -, l'interrogativo di chi lavora nel settore è se, come e quando si potrà riaprire. La parola chiave, in questo caso, è resilienza, perché tutta questa situazione ha fatto sì che ciascuno sviluppasse la propria creatività. Un altro tema è la collaborazione: ora più che mai è necessario fare rete tra tutti, perché per la prima volta nella storia c'è una profonda crisi sia nella domanda sia nell'offerta".

La necessità del distanziamento sociale ha portato le persone, in particolar modo le famiglie, a richiedere strutture attorniate da molto verde, leggermente decentrate dal cuore di ciò che fino a oggi è stata l'offerta turistica di massa, e questo mette l'accento su una nuova esigenza di tutela dell'ambiente che porterà a focalizzarsi sul turismo sostenibile, una sensibilità che già stava prendendo forma e che adesso crescerà inevitabilmente. In tutto questo non si può non tenere conto del grave danno economico che hanno subito le strutture ricettive e le stesse destinazioni a causa di due fattori oggettivi: la mancanza dei voli e la paura della gente.

"Il problema c'è ed è serio perché in Italia la botta non è stata riassorbita come nel resto d'Europa - ha spiegato Claudio Scarpa, direttore dell'Associazione veneziana albergatori -, se guardiamo l'andamento del Pil ci rendiamo conto di essere diventati un Paese povero. Tra luglio e agosto il tasso di occupazione negli alberghi è del 15%, confidiamo nel mese di settembre quando di norma abbiamo un incoming dall'estero, e anche qui c'è da chiedersi: ripartiranno gli aerei dall'America? Anche per quanto riguarda quel 10% di italiani sui quali contiamo nei mesi estivi, quanti di loro avranno le ferie o la possibilità di partire?".

Una nota positiva pare sia data dagli esiti soddisfacenti dello smartworking, che consente di lavorare bene anche da remoto, cosa che ha portato alcune famiglie a prolungare il periodo di ferie (chi le ha) e a portarsi il lavoro in vacanza, come ha testimoniato Vito Spalluto, direttore di L'Andana - Tenuta la Badile a Castiglione della Pescaia, che ha dovuto rivedere anche le modalità di organizzazione dei vari eventi, puntando appunto sul singolo nucleo familiare e non sui gruppi di famiglie.

Tirando le somme c'è molta voglia di riprogrammarsi ma questo sarà possibile solo dopo che spariranno le incognite, burocratiche e statali, che impediscono di muoversi in questa o quella direzione.

Lara Morano

 

 


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