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Le low cost alla guerra del Decreto Rilancio

05/06/2020 14:30
I vettori riuniti sotto le bandiere dell'Aicalf minacciano di lasciare il mercato italiano se non ci saranno modifiche. De Micheli: "Nessuna volontà di danneggiarli, mai più Alitalia in situazione di monopolio"

Nessuna intenzione e nessun interesse da parte del Governo a danneggiare le low cost nell'operazione di rilancio di Alitalia. A ribadirlo è stata la ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, che ha risposto nel merito ai rilievi espressi dalle low cost, da poche settimane riunite sotto le insegne dell’Aicalf - Associazione Italiana Compagnie Aeree Low Fares.

De Micheli ha spiegato che sarebbe sbagliato fare ritornare Alitalia in una condizione di monopolio e che “nel Decreto rilancio sono state scritte regole puntuali per tutti perché la concorrenza, anche nel settore aereo e nel mercato italiano, è importantissima”.

Le richieste delle compagnie aeree - Blue Air, easyJet, Norwegian, Ryanair, Volotea e Vueling - che minacciano di rinunciare al mercato italiano nel caso di situazioni troppo sbilanciate in favore di Alitalia, sono quelle di “estendere la possibilità di accedere al Fondo di ristoro per il trasporto aereo a tutti i vettori con licenza europea stabiliti in Italia e il pieno riconoscimento della validità dei contratti aziendali già stipulati dai vettori aerei con le organizzazioni sindacali più rappresentative”, mentre invece gli articoli 198 e 203 del decreto Rilancio obbligano i vettori ad applicare a tutti i dipendenti impiegati in Italia le stesse condizioni contrattuali dell’ex compagnia di bandiera pena la decadenza delle licenze italiane e il divieto all’accesso degli aiuti per l’emergenza Covid.

Sul temaa è intervenuto anche il viceministro Cancelleri, che ha spiegato come “la competenza su questi articoli e su questi temi è direttamente della ministra, ma è chiaro che questa situazione potrebbe danneggiare fortemente la ripartenza del settore turistico e in genere della nostra economia. Ho portato la questione all’attenzione del ministro Luigi Di Maio. Lui sta facendo un immane lavoro per far venire i turisti in Italia, mi sembra giusto che sappia che quei due articoli potrebbero vanificare tutti i suoi sforzi. Spero che in sede di conversione si possa cambiare qualcosa. In più ho proposto di esentare gli aeroporti con meno di un milione di passeggeri annui dall'addizionale comunale. Sarebbe una boccata di ossigeno anche per Trapani e Comiso”.


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