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Assaeroporti: "Serve un fondo di sostegno da 800 mln"

17/06/2020 11:02
Il 2020 rischia di chiudersi con un traffico al di sotto di 70 milioni di passeggeri. Una contrazione del 65% rispetto allo scorso anno, calo del fatturato di circa 1,8 miliardi. Le dichiarazioni di Iata

Una delegazione di Assaeroporti è stata ascoltata ieri dalla IX Commissione della Camera nell'ambito dell'esame del DL Rilancio. L'associazione ha illustrato alcuni "dati allarmanti sull’impatto che la crisi sta avendo sugli aeroporti nazionali, evidenziando la totale mancanza di interventi a sostegno di un settore strategico, che risulta essere tra i più colpiti dall’emergenza: sono oltre 10.000 i lavoratori delle società di gestione in cassa integrazione".

Secondo le ultime stime effettuate da Assaeroporti, "il 2020 rischia di chiudersi con un traffico ben al di sotto di 70 milioni di passeggeri, a fronte dei 193 milioni di passeggeri registrati nel 2019. Una contrazione, quindi, del 65% del traffico rispetto allo scorso anno che si somma ad un pesante calo del fatturato di circa 1,8 miliardi di euro, e a costi incomprimibili che i gestori continuano a sostenere per garantire il servizio ai cittadini", fa presente una nota. 

In questo contesto, a soffrire molto sono i piccoli aeroporti ed alcuni scali rischiano la chiusura definitiva, con evidenti ricadute negative sui territori circostanti, ha sottolineato Assaeroporti. Guardando avanti si deve considerare che "nei prossimi mesi tutti gli aeroporti dovranno affrontare una sfida ancora più dura, dovendo sostenere costi ulteriori per le obbligatorie procedure sanitarie con ricavi sicuramente ridotti - vien fatto presente -. Senza adeguati interventi si rischia di compromettere la capacità di investimento delle società di gestione e migliaia di posti di lavoro, non solo del comparto aereo, ma anche di quello turistico che è strettamente legato agli scali nazionali visto che il 40% del totale dei visitatori stranieri arriva in aereo".

Dal canto suo Assaeroporti ha ribadito "la necessità di adottare una efficace strategia di rilancio del settore aeroportuale, attraverso l’adozione urgente di specifiche misure, tra cui l’istituzione di un apposito fondo con una dotazione di almeno 800 milioni di euro per la compensazione dei danni subiti dai gestori. Per garantire la ripartenza del Paese, occorre un forte intervento a sostegno degli investimenti del comparto aeroportuale: la crisi in atto rischia di compromettere la realizzazione dei piani degli interventi già programmati, pari solo nel 2020 ad oltre 1 miliardo di euro".

Il tema dell'handling

In una nota Fit-Cisl fa presente che il "decreto Rilancio, in materia di trasporto aereo, ha previsto una serie di interventi finalizzati al riordino delle regole del sistema, che durante la fase pandemica ha mostrato tutta la sua fragilità. Tuttavia il provvedimento non dà ancora risposte a tante lavoratrici e tanti lavoratori impiegati nelle attività di assistenza a terra degli aeroporti, a partire dalle difficoltà che stanno subendo i precari e gli stagionali. È questo che è emerso oggi durante l’incontro svolto con l’associazione Assohandlers”, ha dichiarato la federazione dei trasporti cislina.

“Atteso che le attività di handling sono collocate tra quelle fornite dai gestori aeroportuali e quelle fornite dalle compagnie aeree e che sono ad alta intensità di manodopera, in questa fase sono tra le più colpite in quanto tutte le conseguenze della crisi si sono scaricate prevalentemente sul costo del lavoro - prosegue la federazione -. Pertanto riteniamo che il ministero dei Trasporti debba avviare al più presto, all’interno del confronto sulla rivisitazione delle regole di tutto il trasporto aereo, anche un tavolo tematico che affronti la questione delle attività di handling, che prima dell’avvio dei processi di liberalizzazione erano svolte in autoproduzione dai vettori e che coprono circa l’80% delle attività e dei servizi erogati a terra. Solo attraverso un confronto dedicato - conclude Fit-Cisl - si potranno affrontare in maniera risolutiva le criticità che l’attuale sistema regolatorio scarica sugli handler, a partire dalla questione delle lavoratrici e dei lavoratori a tempo determinato e stagionali”.

I dati Iata

Secondo i recenti dati Iata, le compagnie aeree dovrebbero registrare una perdita di 84,3 miliardi nel 2020 e gli aiuti finanziari del governo sono un'ancora di salvezza per molte compagnie. Il margine di profitto netto del 2019 per le compagnie aeree europee ha seguito il normale andamento stagionale ed era rispettivamente del 9% e del 17% nel secondo e terzo trimestre (estate settentrionale), ma è iniziato al -1% nel primo trimestre e ha chiuso l'anno al 2% nel quarto trimestre (inverno settentrionale). La stagione invernale sarà ancora più impegnativa in vista della ripresa.

La ricerca svolta per sondare l'opinione pubblica nella prima settimana di giugno 2020 ha mostrato una maggiore cautela tra i viaggiatori nel tornare a viaggiare. Solo il 45% dei viaggiatori intervistati intende volare entro pochi mesi dalla scomparsa della pandemia. Un ulteriore 36% ha dichiarato che avrebbe aspettato sei mesi. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto all'aprile 2020, quando il 61% ha dichiarato che sarebbe tornato a viaggiare entro pochi mesi dalla scomparsa della pandemia e il 21% ha risposto che avrebbe aspettato circa sei mesi.

Le prenotazioni complessive sono in calo dell'82% rispetto all'anno precedente rispetto a giugno 2019. Le prenotazioni a lungo raggio per la prima settimana di novembre 2020 sono inferiori del 59% ai livelli normali. Le tendenze storiche mostrano che circa il 14% dei biglietti aerei viene venduto 22 settimane prima del viaggio. Le attuali prenotazioni per 1-7 novembre mostrano che i biglietti sono stati venduti solo al 5% del numero di passeggeri del 2019.

“Le persone stanno tornando a volare nei cieli, ma l'orizzonte di incertezza della crisi covid-19 si sta allargando. Le prenotazioni anticipate sono in calo - ha sottolineato Alexandre de Juniac, direttore generale e ceo Iata -. Le compagnie aeree nell'emisfero settentrionale fanno affidamento su una forte stagione estiva e su una curva di prenotazione prevedibile per superare i mesi difficili, ma nessuna di queste condizioni è in atto e le compagnie avranno bisogno del continuo aiuto dei governi per sopravvivere a un inverno rigido". Non è tutto, il manager afferma che i vettori "avranno bisogno di molta più flessibilità per pianificare gli orari intorno a queste mutevoli tendenze dei consumatori. La flessibilità finanziaria e operativa equivale alla sopravvivenza".

Inoltre, Iata ha chiesto che la sospensione della regola degli slot 80-20, possa essere estesa anche per la stagione invernale. Al momento è stata sospesa fino al 25 ottobre, Iata ha chiesto una proroga fino ad aprile 2021. 


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