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Governance Alitalia: Lazzerini a.d. e Caio presidente

30/06/2020 08:33
La notizia è trapelata da un post su Facebook del presidente del Consiglio. Il vertice neo-designato potrà subito lavorare al nuovo piano industriale. "Abbiamo fretta di procedere e rilanciare il vettore nazionale", ha detto Conte

Ci siamo la governance di Alitalia è stata decisa. Fabio Lazzerini è l'amministratore delegatoFrancesco Caio il presidente. Quest'ultimo, dal 2018 è presidente del cda di Saipem e già a.d. e direttore generale di Poste Italiane dal 2014 al 2017, scrive La Repubblica. 

La notizia è trapelata da un post su Facebook a firma del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in cui scrive: "Il vertice neo-designato potrà da subito lavorare, con gli advisor già individuati dal ministero dell'Economia, al nuovo piano industriale che sarà poi notificato alla Commissione Europea. Abbiamo fretta di procedere e rilanciare il vettore nazionale e valorizzare l'intero sistema dei trasporti nazionali".

Il premier ha anche scritto: "Ci siamo ripromessi di raggiungere obiettivi ambiziosi ambientali e occupazionali e siamo ben determinati a rispettare questo impegno. In questi giorni abbiamo lavorato al dossier Alitalia in modo da procedere rapidamente alla sottoscrizione della nuova società, tramite un decreto proposto dal ministro Gualtieri e cofirmato dai ministri De Micheli, Patuanelli, Catalfo. Abbiamo condiviso le linee guida che orienteranno il piano industriale".

Paola De Micheli, ministro dei Trasporti, parla di una "nuova era per la compagnia di bandiera. Le qualità professionali del presidente e dell'a.d. siamo certi faranno maturare le condizioni per una nuova grande compagnia, come merita questo Paese. Alitalia può e deve essere rilanciata", ha commentato il ministro. Soddisfatto anche Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo Economico, che ha dichiarato: "Ora Alitalia ha l’occasione per rialzarsi".

Ecco quindi la nuova Alitalia. Alle spalle più di tre anni di amministrazione straordinaria, ora torna nelle mani dello Stato, lo fu fino al 2009, quando arrivarono i "capitani coraggiosi", ricorda La Repubblica.
Riparte con 3 miliardi e una flotta di oltre 100 aerei. Quanto al piano industriale, De Micheli fa sapere che sarà in "assoluta discontinuità con i precedenti modelli", permetterà ad Alitalia di "contribuire alla ripresa economica del Paese e competere sul mercato internazionale".

I sindacati? Non sono tanto convinti. Il loro timore sono gli esuberi, temono nell'ordine di 4-5mila lavoratori. Proprio ieri Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo hanno inviato una lettera alla compagnia in cui parlano di "forti criticità" e definiscono la strategia di ripresa "lenta, commercialmente fallace, dannosa per l’immagine della compagnia". Le sigle chiedono "con estrema urgenza un tavolo di confronto e poi una cabina di regia permanente per l’attuazione e la verifica costante delle soluzioni individuate". 


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