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Per i territori rischio appiattimento: la differenza la fanno i prodotti

03/07/2020 11:18
La domanda per tutte le Dmo non è più quanti turisti far venire, ma cosa offrire di qualitativamente diverso - di Nicoletta Somma e Stefania Vicini

"Il dato preoccupante è legato all'interruzione degli sforzi e degli investimenti verso la domanda internazionale". E' l'osservazione del presidente di Risposte Turismo, Francesco di Cesare durante l'ultimo e-MARTEDIturismo, "Le strategie di rilancio di consorzi turistici e Dmo: presentazione e dibattito nuova indagine Risposte Turismo", organizzato da Guida Viaggi e About Hotel in collaborazione con Risposte Turismo. 

"C'è poi il tema della pianificazione strategica che va meditata - aggiunge il manager -, ma deve essere veloce". Il presidente non nasconde un certo scetticismo: "Bene alcuni numeri che possono rincuorare - commenta -, ma non sono fiducioso su luglio e agosto per due motivi: il tempo e il denaro". In primis di Cesare fa riferimento "al calo del potere d'acquisto e alla propensione al risparmio. In più il bonus rappresenta oggi la misura più criticata. In secondo luogo, molti non avranno a disposizione tempo per fare le ferie. Ci sarà turismo, ma non sono particolarmente fiducioso. E' necessario guardare al 2021 - ammonisce -, ma scontiamo anche le dimensioni piccole delle imprese e se c'è il rischio di dover chiudere si va comprensibilmente in affanno per salvare il salvabile. L'auspicio è che istituzioni, governo e regioni non perdano la visione di lungo periodo". 

Rischio appiattimento?

Con il fatto che in queste settimane si senta tanto parlare di green, outodoor e open air, non c'è il rischio di un appiattimento dell'offerta e che tutti si riducano a proporre lo stesso tipo di prodotto? E quali sono le priorità per il rilancio?
"La priorità è dare contenuti in termini di esperienze fruibili sul territorio più in autonomia - risponde Manuel Corso, direttore Apt San Martino di Castrozza, Primiero e Vanoi -. Per quanto riguarda il rischio appiattimento esiste. La differenza si giocherà sui prodotti e questo l'abbiamo fatto presente agli operatori turistici - spiega il manager -. L'esperienza turistica deve essere nuova rispetto al passato, chi aveva già in precedenza degli spunti e farà una scelta coraggiosa, avrà feedback positivi. Non si tratta solo di alzare la saracinesca - sottolinea Corso -, ma di un altro piano di distribuzione del prodotto e di rendersi visibili e prenotabili".
Sul rischio stereotipizzazione interviene Mara Maggiore, Osservatorio e Destination Audit - Agenzia Regionale Puglia Promozione. A suo dire è più un discorso di "condivisione di interessi comuni". Maggiore fa presente che a definire le strategie della regione "sono le esigenze reali del territorio, anche noi stavamo andando nella direzione dell'overtourism - afferma - e si imponeva un discorso di ripensamento in termini di flussi turistici, da tempo ci muovevamo in un discorso più orientato alla qualità". D'altro canto "i nuovi eventi hanno accelerato questi processi", ma le linee guida "molto spesso sono calate anche dall'alto - fa presente -, soprattutto per chi utilizza fondi comunitari i grandi temi sono definiti anche a livello centrale e i temi che riguardano un po' tutti vanno nella direzione della salvaguardia del territorio, della produzione a km zero, delle comunità locali". Ecco quindi che ora "la domanda per tutte le Dmo non è più quanti turisti far venire, ma cosa offrire di qualitativamente differente ai clienti che ci scelgono rispetto a quanto offerto da altre destinazioni. Chi ha una effettiva conoscenza del territorio deve creare offerte autentiche e uniche e su questo c'è da lavorare".
La manager fa un passo in più, sottolineando che "il turismo non è solo una struttura dove spendere una notte, ma garantire servizi ed esperienze collaterali che rendono il soggiorno effettivamente unico". Da qui i temi delineati, della sostenibilità, green, ma nel caso della Puglia, la manager afferma che c'è il tema "della riqualificazione dell'offerta, la Puglia soffre della presenza di micro imprese scollegate e in competizione tra loro, per questo oltre ai grandi temi, lavoriamo anche su temi esclusivi e rivolti a segmenti di domanda particolari, come il lusso o le masserie o le esperienze gastronomiche, che qui si possono realizzare".
Secondo Andrea Ferraioli, presidente Distretto Turistico Costa d'Amalfi - Rete Costa d’Amalfi la priorità "è programmare esperienze che possano essere applicabili nel lungo periodo e che orientino la destinazione. E' importante ridefinire il prodotto e trovare la strada che ci porti da un turismo di massa a uno di valore".

La governance

Governance e velocità di risposta. E' importante avere una infrastruttura interna coesa, che condivida l'obiettivo e porti alla sua realizzazione. Secondo Stefan Marchioro, direzione Turismo Regione del Veneto - Progetti territoriali e governance del turismo, la programmazione delle strategie "va fatta in tempi che sono fondamentali anche in termini di capacità di aggiornamento". Sono due le direttrici da seguire. Una è il rinnovamento dell'offerta, a tal proposito il Veneto "ne ha beneficiato al punto tale che ha rallentato la capacità di innovare in termini di prodotto, inoltre, per noi è più difficile attivare dei laboratori di prodotto perchè abbiamo tanta offerta". 
La seconda direttrice è quella della "governance". Anche in questo caso le "rendite di posizione hanno rallentato la capacità di fare governance, ma adesso non possiamo più permettercelo - afferma Marchioro -. Le destinazioni devono fare un salto di qualità, le stiamo accompagnando con forme di presidio organizzato, con la presenza sul digitale e dotando le imprese di strumenti di misurazione delle performance". A suo dire le policy "non sono vere politiche di imprese, ma reazioni a ciò che avviene abitualmente, invece se si hanno delle misurazioni in tempo reale si possono fare scelte strutturate". 

Il sistema coordinato

Fare sistema coordinato, è questa secondo Silvia Nicolis, delegata Dmo Garda, componente di Giunta CCIAA Verona, la parola chiave, in termini di "interazione tra Dmo e Regione Veneto". Non si può più improvvisare, "bisogna essere molto professionali e creare un sistema di lavoro fluido e coordinato", ammonisce la manager.
Il secondo punto è la digitalizzazione, che gli operatori hanno approcciato, ma vivendo un po' di rendita. Pertanto deve essere "un processo culturale di impresa, che va accompagnato con una struttura seria e professionale, in modo che anche gli operatori più piccoli possano approcciarlo". 
Terzo punto sono la comunicazione e promozione congiunta e organizzata. Cioè fatta "in modo strategico, non più ognuno a modo suo, ma vedendo il territorio nella sua interezza. Il turista vuole fare una esperienza diffusa ed è da offrire, è una priorità che non possiamo più ignorare".

Nicoletta Somma e Stefania Vicini


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