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Voucher-Jelinic: “Derive scorrette di alcuni vettori hanno contribuito a questa situazione”

03/07/2020 08:33
La presidente di Fiavet commenta la storia del conflitto tra normativa europea e decreti italiani a seguito delle procedure di infrazione arrivate dall’Europa al nostro Paese - di Letizia Strambi

“L’Italia ha adottato misure non conformi alle norme dell’Ue in materia di diritti dei passeggeri del trasporto aereo (regolamento Ce n. 261/2004) e di trasporto per vie navigabili (regolamento Ue n.1177/2010) e in materia di diritti dei passeggeri del trasporto effettuato con autobus (regolamento Ue n. 181/2011) e di diritti dei passeggeri nel trasporto ferroviario (regolamento Ce n.1371/2007)”.  Questo quanto scrive la Commissione europea in una nota ufficiale. Due procedure di infrazione in un giorno (un’altra perché non abbiamo ancora adottato formalmente i primi programmi nazionali di controllo dell'inquinamento atmosferico) ci arrivano dall’Europa. Il miraggio dei voucher si avvia alla sua eclissi dopo tante polemiche.

“Era abbastanza prevedibile che la Commissione Europea potesse muoversi in tal senso - commenta Ivana Jelinic, presidente Fiavet - perché a fronte di un provvedimento nato per venire in soccorso al crollo di un comparto ci siamo trovati a misurarci con derive molto scorrette da parte di alcuni vettori aerei che hanno messo in difficoltà anche le agenzie di viaggio. Essendo l’ultimo anello della filiera l’agente di viaggio ha per il consumatore il più attento riguardo”. Il voucher poteva quindi essere uno strumento per venirsi incontro reciprocamente in un momento di difficoltà.

“Il provvedimento dei voucher era stato preso dal Governo per garantire la liquidità sull’acquisto di pacchetti turistici”. Oggi si potrà scegliere tra denaro e altre forme di compensazione. “Vediamo il nostro Governo come risponderà - afferma Jelinic -, ma in Europa le normative sono fortemente orientate alla tutela dei consumatori e certamente non potranno non tenerne conto”.

La storia dei voucher ha inizio il 24 aprile di quest’anno quando il decreto del 17 marzo si convertiva in legge rendendo esecutiva la normativa.

L’introduzione dei voucher nel decreto del 17 marzo per le istituzioni era un modo di tutelare l’intera filiera del turismo dal crollo dovuto alla immediata mancanza di liquidità. Se tutti avessero chiesto indietro il rimborso del denaro anticipato sarebbe stato insostenibile per le agenzie che avrebbero dovuto tollerare l’intera perdita e poi rivalersi sui fornitori con grandi dubbi sul come e quando recuperare il denaro investito.

Pubblicato il decreto sono iniziate le proteste delle associazioni di consumatori. “Abbiamo cercato di mediare – chiarisce la presidente di Fiavet –, spiegando che per ogni singolo rimborso poteva sfociare in una causa civile che vinta o persa non si sarebbe conclusa con l’effettivo rimborso per via del fallimento delle agenzie di viaggi, impossibilitate a sostenere il peso di tutta la perdita dovuta al Covid-19”. 

La legge del 24 aprile, con qualche modifica rispetto al decreto precedente, fuga ogni dubbio: l’emissione dei voucher assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione in quanto al comma 12 dell’art. 88 bis chiarisce che l’emissione del voucher “…assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario”. In più i voucher potevano essere emessi entro 60 giorni. Il che significa che l’agenzia di viaggi poteva rivalersi presso un fornitore, come la compagnia aerea, per avere essa stessa voucher di rimborso. Su questo passaggio, l’Unione europea, aveva fatto trapelare posizioni dubbie e sembrava voler avviare una procedura di infrazione per l’Italia e altri 12 Paesi in Europa in quel momento.

La vicepresidente della Commissione Ue, Margretre Vestager, aveva dichiarato che i cittadini hanno diritto a scegliere tra voucher e rimborso, chiarendo poi che non era stata aperta nessuna procedura di infrazione, e infine scusandosi su Twitter per quanto detto.

Appena il tempo di tirare il fiato che il commissario incaricato ai Trasporti, Didier Reynders, in una intervista, uscita proprio il giorno di riapertura delle agenzie di viaggi in Italia, parlava di una lettera formale al nostro Governo per rivedere la legge entro il 28 maggio permettendo ai consumatori di scegliere tra rimborso e fruizione del voucher “visto che le imprese turistiche hanno goduto di grandi iniezioni di liquidità grazie a una liberalizzazione degli aiuti di Stato”.

“Il recente scandalo dei voli fantasma - conclude Jelinic – può certamente aver influito sulla decisione di negare a tutta la filiera il beneficio dei voucher per comportamenti poco corretti nei confronti di agenzie di viaggi e consumatori di alcune compagnie aeree”.

Letizia Strambi


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