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Turismo e cultura mai più divisi, la ricetta dell'Unwto per l'Italia

03/07/2020 09:19
“Bisogna dare un segnale di attenzione a chi lavora bene nel mondo dei trasporti, del turismo, tuttavia siamo ancora a rischio, e in questa fase bisogna supportare per prima cosa le persone", ha detto Zurab Pololikashvili - di Letizia Strambi

"L'Italia deve aumentare la relazione tra turismo e cultura a partire dal ministero, dalle istituzioni, dove ancora sono viste come entità separate". È l'affermazione di Luigi Abete, presidente Aicc Associazione Imprese Culturali e Creative in apertura dell'incontro “Tourism Restart: Italy” organizzato da Federturismo per la tappa romana della visita ufficiale di Zurab Pololikashvili, segretario generale dell'Unwto.

"La nostra è una offerta integrata - ha proseguito Abete - e la scelta di Aicc di adesione a Federturismo, e quindi a Confindustria, va nella direzione di voler far crescere l'attenzione sulla necessità di sinergia delle nostre offerte produttive in Italia". A fare gli onori di casa la neo presidente di Federturismo, Marina Lalli. "Ripartiamo con l'attenzione dell'Onu passando da Roma, Venezia e Milano per trovare assieme un punto di svolta". Pololikashvili ha lodato il contesto in cui si trovava (la sede dell’Associazione Civita) “in una delle terrazze più belle del mondo, non solo di Roma”. Ha salutato le famiglie che sono state colpite dal Covid-19 in Italia dichiarando tuttavia che “ora è il momento di ripartire”.

Secondo il segretario l’Italia deve puntare sui numerosi siti Patrimoni Unesco. Ha quindi ricordato che l’80% dei turisti che vengono in Italia lo fanno per una spinta culturale. “Bisogna avere un'idea di come sviluppare il turismo – ha proseguito Pololikashvili – e dopo aver incontrato ieri il ministro Franceschini, mi sembra che sia in atto una pianificazione in questo senso”.
Altro punto fermo da cui ripartire è, secondo il segretario, l’eccellenza dell’aeroporto di Fiumicino premiato per la sostenibilità dalle Nazioni Unite. “Bisogna dare un segnale di attenzione a chi lavora bene nel mondo dei trasporti, del turismo, tuttavia siamo ancora a rischio, e in questa fase  bisogna supportare per prima cosa le persone, poi, con esse, le imprese, con grande attenzione al settore privato. Investire nel turismo in Italia significa investire in cultura, considerando che nella cultura italiana, sono inclusi lo shopping e la moda, l’enogastronomia, la religione e molto altro”.

Letizia Strambi


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