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"Serve una visione concreta per la ripartenza"

06/07/2020 11:34
Le tre posizioni di Confturismo, Assoturismo, Federturismo. Concretezza, digitalizzazione e contenuti sono le parole chiave del futuro con un unico obiettivo e molte sfumature - di Letizia Strambi

“La bellezza dei nostri paesaggi, della nostra arte è il nostro patrimonio più grande, preservato anche molto bene, ma ora questa eredità non basta più”. È quanto afferma Luca Patanè, presidente Confturismo, all’incontro organizzato da Federturismo con Zurab Pololikashvili, segretario generale dell'Unwto.

“Ci serve una cabina di regia forte con una visione concreta per la ripartenza”. Il presidente insiste sulla necessità di guardare all’ampiezza del comparto, definendolo un “ecosistema” attorno a cui ruota un indotto importante, comprensivo dello shopping con la moda, il design, dell’enogastronomia con la ristorazione, dell’artigianato e tanti altri settori.
Due i punti principali per la ripartenza secondo Patanè: la comunicazione e “tavoli concreti e ristretti con le istituzioni”. Un discorso ribadito dal presidente di Confturismo, il quale non nasconde l’ambizione di arrivare a riunioni con il Mibact meno oceaniche e condivise, in cui sono coinvolte solo le associazioni che hanno maggior peso, anche a livello di numeri, sul Pil italiano. Uno snellimento dal punto di vista decisionale sarebbe necessario per Luca Patanè anche nell’esecutivo, con un ministro del Turismo con portafogli per un settore che vorrebbe slegato da altri dicasteri.

Più cauto Vittorio Messina, presidente Assoturismo: “Il turismo è fermo, ma non immobile: stiamo lavorando moltissimo sulla digitalizzazione e sul recupero della fiducia del viaggiatore e per farlo occorre uscire dalle bacheche per essere operativi sul territorio”.

Il vicepresidente dei Federturismo, Stefano Fiori, si sofferma invece sulla situazione della meeting industry. “Siamo stati i primi a chiudere e non siamo ancora ripartiti tutti per le discrepanze tra Regione e Regione, ad oggi la riaperture ha un valore simbolico - afferma -. Molte Regioni, tra cui la Lombardia, non mettono limite al numero di persone che possono accedere ad un evento, realizzandolo in base alle regole del distanziamento e agli spazi disponibili”.

Dunque non essendo passata all’ultimo momento una regolamentazione unitaria alla Conferenza Stato Regioni (come avevamo scritto su Guida Viaggi) oggi ci si muove nella promozione verso l’estero in modo autonomo. “Tuttavia la Conferenza Stato Regioni ha fatto sì che le Regioni si parlassero tra loro e qualcuna, tra cui il Lazio, aprisse fin da giugno - ribadisce Fiori -, rimane comunque un problema di sicurezza, omogeneità, e ci si può immaginare che per le grandi aziende in mancanza di dati e certezze, pianificare diventi rischioso”.

Un mondo cambiato anche alla prova dello smartworking facciamo osservare a Fiori: “Sicuramente ne risentirà la logistica, ci si sposterà di meno, e continueranno gli eventi virtuali, però l’attività di networking, lo scambio e anche la spettacolarizzazione saranno sempre più richiesti – ci dice - a mio avviso ci sarà un grande ritorno di eventi con grandi contenuti e noi siamo prontissimi”.  

Letizia Strambi


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