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I futuri scenari nel mondo del turismo

06/07/2020 17:15
Il governo dovrebbe aiutare il settore con scelte economiche mirate, gli operatori devono studiare nuovi modelli virtuosi: questi alcuni temi del webinar di Icon - di Lara Morano

Per rianimare il settore turistico dopo il trauma causato dalla pandemia mondiale sono necessarie politiche economiche diverse da quelle che sta adottando lo stato. E’ quanto è emerso in occasione del  webinar intitolato "Protagonisti alla riscossa: Nuove ricette per il turismo italiano" organizzato da Icon, con Guida Viaggi come media partner. Personalità autorevoli hanno messo in campo il proprio know-how per spiegare le difficoltà a cui si sta andando incontro e quali sarebbero le azioni da intraprendere per una ripartenza vera.

Il tema economico è essenziale: senza liquidità le imprese fanno fatica a fare nuovi investimenti, che sono alla base di qualsiasi crescita economica. “Nel settore delle residenze turistiche i piccoli imprenditori sono stati schiacciati non soltanto dalla perdita dovuta al lockdown, ma anche da una serie di spese che hanno dovuto comunque sostenere, come mutui e affitti", dichiara Massimo Cecchi di Ubi Banca. "Le catene medie hanno cercato di mantenere le quote di mercato, mentre gli investitori opportunistici attendono appunto nuove opportunità di investimento. Come banca abbiamo adottato la strategia di supportare gli enti chiave, in base anche alla capacità del cliente di garantire le performance che promette”.

Da una parte ci sono quindi gli strumenti finanziari, dall’altra invece ci sono i sistemi territoriali: “E’ importante capire quali siano i modelli di successo e imitarli - continua Cecchi - senza dimenticare il ruolo delle infrastrutture; per fare un esempio riflettiamo su quanto valore abbia l’alta velocità per il settore alberghiero nell’ambito delle vacanze brevi”. Altro tema, collegato agli investimenti, è quello delle scelte economiche del governo che hanno avuto un impatto negativo sulla forza lavoro: molti imprenditori non trovano dipendenti perché molte persone preferiscono prendere il reddito di cittadinanza piuttosto che uno stipendio da receptionist. “Le soluzioni più brevi non sono spesso le più efficaci, molti italiani si sono dovuti spostare all’estero proprio per motivi fiscali sottraendo forze al mercato. La cultura e le risorse dell’Italia possono contribuire alla rinascita, ma devono essere potenziate e supportate” conclude Cecchi.  

Un secondo fattore che ingessa è la paura delle persone a prendere l’aereo, con conseguenze devastanti non solo per le compagnie ma anche per alcune destinazioni, in particolar modo le isole. “Noi siamo attributari del trasporto aereo, non soltanto per il turismo domestico ma anche per quello estero" dichiara Lorenzo Giannuzzi, amministratore delegato del Forte Village in Sardegna. "Già ci manca una fetta di mercato importante che è quello russo, confidiamo di recuperare quello inglese, e per il momento viviamo alla giornata, anche se con il passare dei giorni riceviamo sempre più telefonate confortanti”.

Le strutture alberghiere stanno dimostrando una certa resilienza ma il tema economico mette d’accordo tutti e l’intervento di Piergiorgio Mangialardi di Allegroitalia è stato significativo: “Noi non abbiamo mai chiuso le strutture, al contrario le abbiamo messe a disposizione del personale sanitario - spiega il manager - ora stiamo cercando di riprenderci adottando protocolli aggiuntivi con attività legate al benessere e alla salute: abbiamo il medico nelle strutture e applichiamo attenzione massima al rispetto delle norme. Lo stato però dovrebbe dare una mano a chi lavora e a chi da lavoro invece di dare il reddito di cittadinanza".

"La seconda proposta che faccio - continua Mangialardi - è legata all’imprenditorialità: molti piccoli imprenditori hanno voglia di mettersi in proprio ma non riescono a sostenere le spese, quindi noi diamo in gestione alcune attività legate alle strutture in un sistema di share, ovvero la percentuale sugli incassi senza far pagare loro l’affitto. Questo ormai è il futuro, bisognerebbe pensare di più a mettersi in gioco e meno al posto fisso. Il terzo aspetto che affronto è quello della differenziazione del turismo: sviluppare nuovi modelli più attraenti che puntino all’esperienza e sul benessere. Concludo con una riflessione su quello che viene chiamato il bonus vacanze: noi non lo accettiamo perché non si capisce come funziona e non si sa nemmeno se potrà essere utile”.

Non dimentichiamo che non esiste solo l’incoming ma anche l’outgoing, altro segmento completamente paralizzato. “In questo momento presiedo un lavoro che ormai non esiste più", afferma Michele Serra, presidente di Quality Group. "Durante il lockdown ci siamo mantenuti attivi attraverso formazione e continui confronti, abbiamo comunque lavorato ma senza entrate, la situazione è drammatica. La nostra realtà, che organizza viaggi fuori dall’Italia è altrettanto importante quanto il turismo incoming perché porta l’Italia all’estero e fa conoscere la nostra cultura, la reciprocità è un valore. Il ministero si è completamente dimenticato di noi perché per noi prendere la cassa integrazione equivale a non lavorare. Per non perdere le nostre risorse umane, che abbiamo formato con passione e fatica nel tempo, abbiamo bisogno di un contributo intelligente e concreto. Il  turismo deve tornare a essere quello di una volta, cioè viaggiare in libertà, e ora più che mai è necessario rivisitare tutta la catena del turismo, bisogna investire in infrastrutture e mettere in campo una serie di idee collaborative e costruttive come per esempio investimenti condivisi anche tra noi concorrenti ma che darebbero respiro al comparto" conclude Serra.

Lara Morano


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