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Turismo: la comunicazione deve virare sul protection storytelling

14/07/2020 11:10
Margherita Gavazzi, consulente di B-Story, agenzia di comunicazione, analizza per Guida Viaggi come gli operatori possono aiutare i potenziali clienti a superare i loro timori

Come possono gli operatori turistici aiutare i potenziali clienti a superare i loro timori? Su quali corde deve puntare la comunicazione? Guida Viaggi lo ha chiesto a Margherita Gavazzi, consulente di B-Story, agenzia di comunicazione.

A suo dire "nella fase più acuta dell’emergenza sanitaria, molti operatori turistici hanno sospeso o ridotto al minimo la comunicazione. Negli altri settori abbiamo visto invece una moltiplicazione di messaggi empatici e un po' sentimentali, ispirati da parole chiave come #andràtuttobene e #insiemecelafaremo che hanno omologato i brand in una narrazione che è diventata rapidamente un cliché - osserva la consulente -. Oggi questo tipo di comunicazione non basta più. Da un lato, le persone hanno voglia di distrarsi un po’ dal virus che comunque non smette di preoccupare, dall’altro non possiamo ignorare il rischio che ancora c’è, la necessità di continuare a osservare il distanziamento sociale, la grave crisi economica che dobbiamo affrontare".

I consumatori si aspettano che "il ‘Siamo qui per te’ della Fase 1 diventi ‘Cosa facciamo per te’, ovvero che lo storytelling lasci il posto a un autentico storydoing, in particolare su tutto ciò che è collegato alle dimensioni della salute e della sicurezza - sugerisce Gavazzi -. La narrazione di molti brand si sposta quindi verso quello che è stato definito ‘protection storytelling’. Lo abbiamo visto ben applicato nella grande distribuzione, anche nel turismo la comunicazione deve essere tutta orientata alla sicurezza per rassicurare e convincere gli ospiti". 

Cosa serve per farsi scegliere come meta di vacanza o struttura? "Senza dubbio un impegno scrupoloso nell’applicazione delle misure anticontagio, se necessario anche oltre le prescrizioni normative - afferma la consulente -, avendo cura di raccontare agli ospiti tutto quello che la destinazione e la struttura offrono in piena sicurezza e tranquillità, comunicando in modo trasparente. Occorre anche dare la massima flessibilità alle persone, ad esempio sul tema delle cancellazioni: al di là di quanto previsto dai decreti, sui social vediamo crescere un sentiment negativo verso gli operatori che hanno condizioni rigide di prenotazione, non danno certezze sui rimborsi o non prevedono un’alternativa ai voucher". 
 


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