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Eventi e congressi: gli ammortizzatori sociali tra le misure adottate

30/07/2020 10:26
Il comparto, ancora poco considerato dalle istituzioni, ma capace di trovare soluzioni, dice Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi

Come hanno fronteggiato l'emergenza da pandemia le sedi di eventi e congressi? Secondo quanto emerge dalla ricerca “L’impatto del Covid-19 sulla meeting industry italiana: la prospettiva delle sedi per eventi e congressi” realizzata dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Aseri) in collaborazione con Federcongressi&eventi, per far fronte all’emergenza la quasi totalità delle sedi (90,4%) ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali per tutelare il proprio personale; tra le altre risorse messe a disposizione dal Governo, il 45,8% delle sedi si è avvalso delle misure introdotte dal Decreto Liquidità (accesso al credito agevolato, fondi di garanzia ecc.) e solo il 36,1% ha richiesto gli indennizzi diretti sulla perdita di fatturato.

L’efficacia di tali misure non è stata valutata in modo uniforme dalle strutture che le hanno utilizzate, ritenendole in alcuni casi non sufficienti per affrontare lo stato di crisi. Per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, a fronte di un 43,1% delle sedi che hanno ritenuto tale misura molto o moltissimo efficace, il 20,8% ha espresso un giudizio non positivo, ritenendola poco (18,0%) o per niente (2,8%) efficace.

Con riferimento alle misure del Decreto Liquidità il giudizio si è dimostrato particolarmente critico: solo il 14,3% ha fornito una valutazione molto o moltissimo positiva, mentre il 42,9% si è dichiarato poco o per niente soddisfatto.

Con riguardo infine agli indennizzi diretti sulla perdita di fatturato, il giudizio è risultato piuttosto discordante, delineando due fronti opposti: da un lato, il 53,6% delle sedi che si è dichiarato molto o moltissimo soddisfatto e, dall’altro lato, il 32,1% delle sedi che si ritiene poco o addirittura per niente soddisfatto.

"Il risultato della survey evidenzia in modo drammatico quella che è forse la più grande crisi alla quale il nostro settore è chiamato a fare fronte a livello globale commenta Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi -. Uno stato di emergenza che mette però in luce quanto il comparto, sebbene ancora poco considerato dalle istituzioni, abbia nel proprio Dna la capacità di trovare sempre soluzioni che non solo permettano di affrontare gli ostacoli, ma di uscirne migliori. La meeting industry non si arrende, ma ha l’urgente necessità che il Governo faccia ripartire l’attività formativa di Educazione Continua in Medicina-Ecm in presenza e che tutte le Regioni, in deroga all’ultimo Dpcm, permettano la ripresa di eventi e congressi. Le nostre imprese chiedono il supporto delle istituzioni, ma, ancora di più, chiedono di poter tornare subito a lavorare".


 


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