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Lalli: "Ma quale sold out, rischiamo metà della nostra offerta turistica"

03/08/2020 12:48
La presidente di Federturismo contro l'ottimismo di questi giorni: "Stagione limiitata alle due settimane centrali di agosto, perdite per 50 miliardi di euro, interi settori fermi". Adv comprese

Un attacco diretto agli outlook ottimisti sul mese di agosto e ai dati sulle prossime settimane dell’incoming italiano, buoni ultimi quelli di Enit, che vedrebbero le strutture quasi sold out per Ferragosto. Lo ha sferrato Marina Lalli, presidente di Federturismo Confindustria, che ha spiegato come “con crescente e inquietante preoccupazione assistiamo in questi giorni a numerose uscite da parte di giornali e tv che, probabilmente travisando i dati di qualche ente pubblico, descrivono il turismo italiano come in piena salute, con località sold out e incassi da capogiro”.

Secondo la presidente “la situazione reale è ben diversa e i dati parlano chiaro: perdite per più di 50 miliardi di euro, occupazione dimezzata, incassi falcidiati dalle spese enormi sostenute per sanificazione e pulizie straordinarie più volte al giorno, perdita totale del turismo straniero, scarsa propensione alla programmazione del turista italiano che prenota soprattutto sottodata, interi settori fermi da mesi e non ancora ripartiti - tour operator, agenzie di viaggio, eventi, congressi, fiere, intrattenimento - e stagione limitata alle settimane centrali di agosto”.

Un miraggio tutto mediatico, dunque, la ripartenza dell'incoming, almeno secondo Lalli, che rincara rimarcando che “se qualcuno pensa che le immagini di quattro spiagge affollate o i pochi alberghi pieni - quelli che erano nelle condizioni di riaprire - siano la prova che l’industria del turismo è fuori pericolo si sbaglia enormemente. Il grosso della crisi deve ancora arrivare, i conti li faremo a settembre e se non arriveranno aiuti veri, tangibili, estesi a tutte le filiere del turismo e di media/lunga durata rischiamo di perdere dal 30 al 50% della nostra offerta turistica nazionale”.


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