EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

"Il turismo ha bisogno di riforme strutturali"

15/09/2020 11:02
L'avvocato Carmine Criscione manda un monito al comparto. Tra le misure servono norme fiscali ad hoc e sezioni giudiziarie specializzate. Il "rischio è che i t.o. finiscano in mani straniere e le adv abbassino le serrande”

“La normativa emergenziale si è adeguata all'evento straordinario virale e ha preso in prestito dalla malattia una terminologia che ha coniato la figura del cittadino-paziente: prima il Decreto 'Cura Italia' e poi quello 'Rilancio' hanno avuto l'obiettivo di caratterizzare le fasi della terapia e della riabilitazione. Nel settore del turismo, tutt'altro che asintomatico e confinato dal 23 febbraio scorso in terapia intensiva, voucher, fondi e bonus sono strumenti che hanno acceso dibattiti, ma non hanno risolto il problema del quasi annullamento della domanda di acquisto dei servizi turistici”. A parlare è l'avvocato Carmine Criscione, esperto di turismo, che scende in campo facendo una disamina della situazione attuale in cui versa il settore, ripercorrendo le tappe principali dallo scoppio della pandemia e mettendo in luce ciò di cui necessita il comparto. 

Il voucher

Si parte dal voucher, “unica misura originale ed efficace per dare una momentanea boccata di ossigeno a un mercato in ginocchio, ha subito attacchi dalla Commissione Ue, dall'Agcm e dalle associazioni dei consumatori senza che nessuno di questi soggetti prendesse in alcuna considerazione che quello della solidarietà sociale è un principio costituzionale sancito nel 1948 e totalmente snobbato da quello europeo del 2020 – afferma -. L'intervento legislativo - non solo del legislatore domestico, ma anche di quello comunitario - nel settore turismo è del tutto privo di programmazione e - spiace dirlo - di un'approfondita conoscenza del settore che è ancora anacronisticamente considerato come ancillare rispetto alla cultura ed il suo mercato è riconosciuto più per la circolazione di persone che per la professionale organizzazione e distribuzione di servizi”.

Detto ciò la “mancanza di misure di sostegno e di una domanda da parte dei viaggiatori, colpiti duramente nella loro capacità di spesa, limitati nella circolazione e resi insicuri dall'incertezza di norme in continua evoluzione e spesso poco chiare (soprattutto quelle relative alla sicurezza ed alla circolazione diventate di competenza esclusiva di mutevoli Dpcm), sta affossando gli operatori del settore. Ormai i sassolini premonitori sono finiti e la frana è già iniziata”.

Il regime delle responsabilità

L’avvocato fa presente che il regime della responsabilità di organizzatori e venditori “oggi è troppo gravoso, vengono richieste, a differenza di operatori di altri settori, due polizze obbligatorie che gravano sui bilanci delle aziende e il contratto di pacchetto ha tutele sparse di ogni tipo in favore del viaggiatore. L'art. 41 comma 4 del Codice del Turismo e l'art. 12 della Direttiva Ue Pacchetti sono la consacrazione di un rischio di impresa che va oltre la forza maggiore e, in caso di risoluzione del contratto per covid-19 obbliga a un rimborso che tutela solo il viaggiatore, considerato, in questo straordinario momento storico, ancora come ‘contraente debole’ del rapporto. Il voucher ha, per qualche settimana, messo una toppa a questa enorme e pericolosa falla, ma poi il cartellino rosso di Bruxelles ha di nuovo rotto definitivamente gli argini, senza peraltro offrire alcun paracadute.
I legislatori sembrano non capire che ormai the time is over e che se crolla definitivamente il turismo non va in default solo il 13% circa del Pil nazionale, ma molto di più e non solo a livello economico”, ammonisce Criscione.

Le caratteristiche del prodotto turistico

C’è poi da considerare che “il prodotto turistico ha un indotto trasversale e sconfinato più di quello necessario per assemblare un autoveicolo e quello del turismo è un settore che strutturalmente è incompatibile con l'immobilismo delle casse integrazioni, perché ha bisogno fisiologicamente di stare in movimento per far circolare servizi e persone”.

Cosa serve?

L’avvocato osserva che “è stata fatta la ‘Cura’ ed è stato pensato il ‘Rilancio’, ma che senso ha fare la terapia e la riabilitazione se non si ha una buona diagnosi? Se si vuole efficacemente contrastare l'emergenza, l'unico rimedio è quello di pensare alla normalità con il ricorso, prima che sia troppo tardi, a riforme strutturali nel settore turismo a partire da un'onesta e seria riflessione in merito alla riserva dell'art. 117 commi 2 e 3 della Costituzione del potere legislativo in materia turistica delle Regioni (troppo assorbite dalla Sanità e dalla Scuola) che di fatto lo esercitano, quasi svogliatamente, per rare e confuse leggi; creare un autonomo ministero del Turismo e istituzionalizzare il dialogo fra i politici e le rappresentanze imprenditoriali e dei consumatori”.
A suo dire si dovrebbe partire “da norme fiscali ad hoc in quanto l'ultimo intervento è anteriore alla riforma del 2018 che ha introdotto una nuova tipologia contrattuale (l'agevolazione) sprovvista di un regime fiscale specifico; assicurare una garanzia definitiva della medesima protezione in caso di insolvenza e fallimento approntata per i pacchetti ed i servizi turistici collegati non solo al singolo biglietto aereo (come richiesto dalla Risoluzione del Parlamento Europeo del 22 ottobre 2019), ma ad ogni altro singolo servizio turistico; si dovrebbe prendere in seria considerazione, per la peculiarità che ormai sta caratterizzando la normativa turistica, la previsione di sezioni giudiziarie specializzate, istituzionalizzando una competenza specifica per la materia turismo - afferma -, facendola, magari, precedere da un tentativo obbligatorio di mediazione o di negoziazione assistita per creare un filtro preventivo al contenzioso purtroppo sempre più prolifico".

L'avvocato conclude affermando che "non è più il tempo dell'urgente toppa della nonnina, ma c'è bisogno di un fine lavoro sartoriale: il rischio, ormai concreto, è che i t.o. nazionali finiscano in mani straniere e le agenzie di viaggi abbassino lentamente le serrande”.


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us