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Uvet: "Cinque fenomeni-chiave impatteranno sulla distribuzione"

05/10/2020 09:33
Forte domanda del prodotto Italia, posticipo nelle wave di prenotazione summer, rialzo del prezzo medio, necessità di fare leva sul consumatore, forte ruolo di spinta dei grandi crocieristi - di Stefania Vicini

Cosa succederà il prossimo anno commerciale? A detta di Andrea Gilardi, amministratore delegato di Uvet Network "ci immaginiamo – pur non essendo oracoli e non avendo la sfera di cristallo - alcuni fenomeni-chiave che impatteranno sulla distribuzione".

Il manager ne individua cinque in particolare, in questo ordine: "Forte domanda del prodotto Italia (sia winter sia summer); leggero posticipo nelle wave di prenotazione summer; rischio di rialzo del prezzo medio del prodotto Italia, maggiormente richiesto; necessità di fare leva e comunicazione sul consumatore più che sulla distribuzione per far ripartire progressivamente le destinazioni estere che saranno ancora le più penalizzate; forte ruolo di spinta e propulsione da parte dei grandi crocieristi che dimostrano la capacità di studiare e rendere praticabili protocolli di sicurezza capaci di rendere possibile ciò che sembrava impensabile sino a poco prima. Lavorano da vero elemento disruptive, in senso positivo, del nostro settore", afferma il manager.

Alla luce di quanto sopra, "è ragionevole ipotizzare una stagione 2020/21 caratterizzata da campagne/canvas ad hoc sulle vendite di determinati prodotti/periodi. Sarà un anno di lenta ripartenza durante il quale sarà necessaria la massima convergenza tra tutti gli attori della filiera al fine di garantire le migliori condizioni di ripartenza per tutto il settore", ammonisce. 

Dal canto loro le adv chiedono, dal punto di vista del business, "certezze di operatività e, soprattutto, disponibilità di prodotto a scaffale - dichiara il manager a Guida Viaggi -. Si parla tanto di corridoi sicuri e della riapertura per la prossima winter di almeno 5/6 destinazioni. È un percorso ad ostacoli, ma tutti dobbiamo fare il massimo affinché tutto ciò succeda nei tempi più brevi". 

In attesa di tornare a essere operativi, il manager osserva che "le richieste si concentrano su quegli strumenti necessari e sufficienti a garantire la sopravvivenza delle aziende e la loro continuità: prolungamento degli ammortizzatori sociali in deroga, aumento dei contributi a fondo perduto, moratoria fiscale. Oltre alle richieste, sempre più vivo un auspicio comune: che i diversi attori della filiera, le associazioni di categoria e tutti coloro che sono coinvolti nei processi decisionali lavorino in maniera più coesa e sinergica, evitando divisioni e contrapposizioni. Ormai è evidente a tutti che ci si potrà risollevare solo con un forte spirito non solo di sacrificio, ma anche di solidarietà e sussidiarietà". 

La pandemia, la crisi e tutto ciò che si sta vivendo come hanno cambiato il lavoro in agenzia? A detta del manager è difficile dare una risposta "poiché il cambiamento è ancora in atto e non siamo giunti ad un punto di atterraggio definito. L’evoluzione è continua. Il vero elemento di maggiore attenzione ed impatto è l’incertezza - afferma - e, quindi, la mancanza di elementi e prospettive certe sulle quali poter basare la ripartenza. Il momento è delicato, forse il più delicato dall’inizio della crisi pandemica. L’estate è finita, l’inverno offrirà poco prodotto e la ripartenza sembra veramente lontana. Serve concentrarsi sul turismo di prossimità e sulla proposta al cliente di esperienze alternative: sono questi gli strumenti per tenere viva la comunicazione e il contatto con il cliente".

Cosa serve? "Un atteggiamento maturo ed una pratica del lavoro che torni a guardare all’attività del vero agente di viaggi capace di costruire e proporre prodotto proprio al suo portafoglio clienti".

Stefania Vicini


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