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“L’e-commerce non è più un fenomeno di nicchia”

16/10/2020 08:33
Tra i focus lavorare sul potenziamento dell’offerta food&grocery, sostenere le pmi e migliorare l’esperienza di acquisto - di Stefania Vicini

L’e-commerce non è più un fenomeno di nicchia, ma è diventato un fenomeno di massa”, è questa la tesi sostenuta e dimostrata da Denise Ronconi, ricercatore senior Osservatorio eCommerce b2c durante il convegno promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano e da Netcomm, dal titolo "e-commerce b2c: la chiave per ripartire".

La premessa da cui parte è che l’e-commerce “ha avuto un ruolo fondamentale nel 2020 con ricadute positive a livello sociale ed economico”. Tra i punti su cui concentrare l’attenzione vi è quello di “lavorare sul potenziamento dell’offerta food&grocery, sostenere le pmi per permettere loro di farsi largo nel panorama dell’e-commerce e - sottolinea la ricercatrice - lavorare per migliorare l’esperienza di acquisto, visto che si sono avvicinati nuovi web shopper, si devono sfruttare le innovazioni a disposizione”. Tra le azioni da compiere c’è quella di ottimizzare le operation, fare investimenti in marketing e comunicazione, porre attenzione alla omnicanalità, sfruttando i benefici.

Sul fronte delle pmi sono da sostenere per agevolarle nell’approccio all’e-commerce, per farlo ci sono “piattaforme che permettono di abilitare la vendita online, ossia i marketplace, siti di intermediazione per la compravendita di un bene”. Sulla base di un censimento fatto ne esistono 74 a livello globale. Di questi, il 15% è accessibile a tutti e 31 sono accessibili agli italiani. In Italia, invece, ci sono 44 iniziative e il 59% dei marketplace è accessibile a merchant italiani. Come spiega Ronconi alcuni sono “open, cioè con ridotta burocrazia per potervi accedere facilmente, come eBay o Aliexpress - tra gli esempi citati dalla ricercatrice -, altri sono, invece, più restrittivi e richiedono che i merchant siano registrati nel Paese di destinazione o che abbiano una partnership con provider locali come per esempio Rakuten o Flipkart”.
C’è da dire che alcuni marketplace forniscono anche “servizi aggiuntivi per il processo di vendita, marketing e comunicazione, personalizzazione delle vendite, revenue. Alcuni gestiscono totalmente la consegna (Amazon) o servizi in più come l’analisi dei dati del consumatore (Bonanza, Mercado) o dei webinar formativi”.

Sul fronte dell’innovazione tecnologica si punta a “semplificare il processo di acquisto”, nascono, inoltre, “nuove modalità di vendita” tra social commerce e voice shopping. Si deve guardare anche al check out semplificato con sistemi per esempio di biometrica. Tra gli esempi citati anche i sistemi di digital assistance “con chatbot che assistono il consumatore nell’acquisto”.

Stefania Vicini


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