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Thamm, Costa Crociere: gli altri Paesi prendano esempio dall'Italia

20/10/2020 14:12
In un'intervista al Sole 24 Ore il manager illustra i piani a breve termine. Il Governo e le autorità tricolori hanno compreso l’importanza del comparto per l’economia nazionale

Le altre nazioni "dovrebbero prendere esempio dall’Italia" che ha sostenuto il settore delle crociere, consentendogli, con "regole chiare" di rimettere le navi in mare. A parlare è Michael Thamm, ceo sia del gruppo Costa Crociere sia della divisione Asia di Carnival (l’azionista Usa della compagnia italiana). In un'intervista al Sole 24 Ore il manager parla mentre quattro navi del gruppo, su 27, hanno ripreso la navigazione nell’era del Covid (Costa Deliziosa, il 6 settembre, Costa Diadema, il 19 settembre, Costa Smeralda, il 10 ottobre, e Aidablu, il 17 ottobre). 

"Sono tempi difficili per il mondo intero, non solo per il settore delle crociere - testimonia Thamm -. Ma adesso è chiaro che dobbiamo imparare a convivere con questa pandemia, stabilendo regole che consentano di proteggerci e, al tempo stesso, di andare avanti. Prima dell’epidemia il gruppo Costa generava in Italia un impatto economico annuo pari a 3,5 miliardi di euro, con 17mila posti di lavoro creati e quasi 5mila fornitori e partner italiani che collaboravano con noi. Vogliamo tornare a quei numeri - afferma il manager -. Per questo abbiamo lavorato insieme al Governo e alle autorità italiane per sviluppare nuovi e più rigorosi protocolli sanitari.

In merito ai programmi per la flotta, Thamm spiega che "i piani prevedono un ritorno graduale delle navi. Al momento, sono ripartite tre unità Costa e Aidablu, del nostro marchio tedesco. Aidamar, tornerà a navigare a novembre, seguita a dicembre da Aidastella e Aidaprima. A fine dicembre farà il suo debutto anche la nuova unità di Costa, oggi in costruzione: Costa Firenze".

Il tasso di riempimento è stato mantenuto sotto i normali livelli: "Le prime crociere di Deliziosa, Diadema e Smeralda sono partite con circa 500 passeggeri a bordo. Abbiamo scelto di tenere l’occupazione delle navi molto bassa - spiega Thamm - per vedere come funzionano le nuove procedure. Specialmente per l’imbarco, sono più articolate di prima, perché, ad esempio, prevedono di effettuare i test con tampone a tutti i passeggeri prima che salgano a bordo. Dopo la prima fase di ripartenza, il tasso di occupazione salirà gradualmente.

Le navi del gruppo che sono ripartite hanno proposto all’inizio itinerari con scali solo in porti italiani, per un totale di 14 diversi porti, da Nord a Sud del Paese, poi le “toccate” si sono estese alla Grecia. "Il Governo e le autorità italiane hanno compreso l’importanza delle crociere per l’economia nazionale e, di conseguenza, hanno sostenuto il settore, definendo regole chiare e condivise che hanno permesso alle navi di ripartire - commenta il manager -. Credo che altri Paesi dovrebbero prendere esempio da quello che ha fatto l’Italia".

Non ci sono cancellazioni di ordini di nuove navi per il gruppo. "Abbiamo semplicemente rivisto le date di consegna, a seguito della pausa delle crociere: la consegna di Costa Firenze è stata posticipata a dicembre 2020, mentre quella di Costa Toscana alla fine del 2021. L’obiettivo su cui stiamo lavorando - chiarisce Thamm - è di tornare a operare regolarmente con tutta la flotta, non appena le condizioni lo consentiranno. Nonostante lo scenario difficile in cui viviamo, non vedo alcun motivo per annullare i nostri ordini".

In merito al fermo di circa sei mesi per le navi, il ceo evidenzia: "La nostra ripartenza, come si vede dal tasso di occupazione delle navi, non è stata una ripartenza finanziaria ma solo operativa. Bisogna poi considerare che Costa fa parte del più grande gruppo crocieristico al mondo, Carnival corporation, che opera con diversi marchi negli Usa e in Uk, dove le crociere sono ancora bloccate. Quindi il danno economico c’è, ed è rilevante. Ma Carnival può contare su una grande solidità finanziaria. Certo è necessario che le crociere ripartano al più presto possibile, non solo in Italia ma anche in altri Paesi. Il mantenimento dei posti di lavoro è uno dei nostri obiettivi chiave per i prossimi mesi, insieme alla piena ripresa delle operazioni".


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