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Trasporto aereo: i tempi di ripresa nel post Covid

24/11/2020 08:34
Quali conseguenze avrà sui viaggi la crisi sanitaria del 2020? La domanda tornerà allo stesso livello del passato? Se ne è parlato durante il Paris Air Forum

Quando il mondo dei viaggi riprenderà le sue abitudini? L'argomento è stato oggetto di dibattito durante il Paris Air Forum apertosi, in versione digitale, venerdì 20 novembre 2020.

Mentre si susseguono gli annunci di nuovi vaccini, i capi delle compagnie aeree vedono finalmente una leggera luce in fondo al tunnel. Ma cosa rimarrà di quest'anno di crisi in futuro? “Ci saranno alcuni fallimenti e sorgeranno questioni sulla durata degli aiuti di Stato e sui futuri consolidamenti", ha risposto Anne Rigail, direttore generale di Air France.

Per Edward Arkwright, direttore generale esecutivo di Adp Group, "che il traffico torni ai livelli precedenti alla crisi è una delle nostre convinzioni forti. Le misure sanitarie non rimarranno strutturali, tuttavia in futuro potrebbero tornare negli aeroporti in qualsiasi momento. Ma ora abbiamo dato alla nostra infrastruttura molta più agilità e saremo in grado di attrezzarci rapidamente", ha aggiunto il manager.

Come possiamo immaginare un futuro aeroporto “contactless”? "Ci stiamo muovendo nella direzione di un viaggio del cliente sempre più dematerializzato", ha risposto Arkwright.

Alcune regole sanitarie dovrebbero in tutti i casi rimanere. "I filtri aria a bordo, il gel idroalcolico, la scrupolosa pulizia delle cabine… Insomma, in futuro ci sarà sempre più igiene. E forse un passaporto sanitario?”, si domanda Rigail.

Per quanto riguarda il numero di voli e la domanda di viaggio, i partecipanti al dibattito hanno mostrato scarsa preoccupazione. “Non appena il turismo sarà possibile, tornerà. L'abbiamo visto negli aeroporti del gruppo Adp in Turchia quest'estate", afferma Arkwright. È opinione generale che i viaggi possano essere più ragionati: meno numerosi ma più lunghi, nell'interesse della consapevolezza ambientale.

"Il traffico Vfr sta tornando abbastanza rapidamente, lo abbiamo sperimentato dopo il primo lockdown, è un'esigenza essenziale che riprenderà immediatamente - continua Rigail -. Poi riprenderà il traffico turistico, al momento è ancora troppo incerto non per il virus ma per paura di normative troppo mutevoli".

Il traffico d’affari dovrebbe richiedere più tempo per crescere nuovamente. "Ma siamo sempre stati in grado di riprenderci da ogni crisi: Karachi, Fukushima, il vulcano islandese... E impariamo lezioni ogni volta", spiega Michel Dieleman, capo dell'associazione francese del travel management (Aftm). Anche per quest'ultimo non ci sono dubbi: il business travel manterrà il proprio posto nel “new normal”. “Non tutto può essere fatto tramite video. La necessità del contatto umano resta essenziale”.

In generale, le compagnie aeree e gli aeroporti non si aspettano di raggiungere nuovamente i livelli pre-crisi almeno fino al 2024. "Ma non ha senso prevedere la cifra decimale più vicina in un contesto di incertezza generale, preferiamo essere agili e adattarci giorno per giorno", conclude Rigail.
 


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