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Contributi a fondo perduto: Aiav chiede di rivedere alcuni criteri di concessione

01/12/2020 14:33
“L’erogazione è bloccata perché alcune associazioni di categoria hanno richiesto lo sforamento del Temporary Framework", dice Avataneo. Per superarlo serve "un’autorizzazione europea specifica, con tempi di approvazione molto lunghi”

Sulla base delle numerose segnalazioni ricevute dalle agenzie di viaggi nel corso delle ultime settimane, Aiav – Associazione Italiana Agenti di Viaggio che rappresenta 1.760 imprese della distribuzione sul territorio nazionale – ha scritto la scorsa settimana una lettera alle istituzioni per accelerare il processo di distribuzione dei contributi a fondo perduto stanziati dal Mibact agli aventi diritto, lanciando al contempo un monito affinché siano rivisti alcuni criteri di concessione, secondo logiche di correttezza e di equità, perché “nessuno deve rimanere indietro”.

“L’erogazione dei fondi a favore di tutti gli operatori – dichiara il presidente di Aiav, Fulvio Avataneo – è bloccata perché alcune associazioni di categoria hanno richiesto lo sforamento del Temporary Framework a vantaggio dei big player del settore, per ottenere finanziamenti superiori a 3 milioni di euro. Questo importo rappresenta il tetto massimo dei contributi statali consentiti per evitare la distorsione della concorrenza. Per superarlo è necessaria un’autorizzazione europea specifica, con tempi di approvazione molto lunghi”.

Aiav non intende mettere in discussione le perdite subite dai grandi operatori turistici o dalle principali reti distributive: qualora il Governo e il Mibact intendessero sostenere ulteriormente le imprese di maggior peso, è auspicabile che lo facciano senza attingere al Fondo di 625 milioni di euro destinato all’intero comparto, che, ad oggi, non ha ancora erogato neppure un solo euro.

Aiav ha richiesto la revisione dei moltiplicatori stabiliti per l’attribuzione dei fondi, che al momento penalizzano le agenzie in regime di pura intermediazione, e l’erogazione dei contributi solo alle realtà che intendono mantenere operativa la propria attività per un periodo superiore ai 12 mesi. Lo scopo è di scoraggiare le pratiche di imprenditori scorretti, orientati a ottenere i contributi per poi chiudere o trasferire l’attività ad altra ragione sociale, come purtroppo in alcuni casi sta avvenendo, fa presente la nota. 

“Il turismo è certo cultura – conclude Avataneo –, ma è anche un’industria che oggi ha bisogno di una guida sicura, di certezze e di aiuti concreti per non abbassare definitivamente le serrande. Aiav continua a impegnarsi affinché tutti abbiano la loro voce e si possa, insieme, contribuire a fare del turismo un settore trainante per l’economia e l’immagine del nostro Paese nel mondo”. 


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